{"id":1056,"date":"2018-02-18T18:44:37","date_gmt":"2018-02-18T17:44:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.seairlandshots.com\/?p=1056"},"modified":"2018-02-18T18:44:37","modified_gmt":"2018-02-18T17:44:37","slug":"twist-tidal-wave-in-southern-tyrrhenian-sea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.seairlandshots.com\/index.php\/2018\/02\/18\/twist-tidal-wave-in-southern-tyrrhenian-sea\/","title":{"rendered":"TWIST &#8211; Tidal Wave In Southern Tyrrhenian sea"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144918.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1060\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144918.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144918.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144918-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144918-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"box shadow  \"><div class=\"box-inner-block\"><i class=\"fa tie-shortcode-boxicon\"><\/i>\n\t\t\tTesto e foto di Giuliano Ranieri\n\t\t\t<\/div><\/div>\n<p><strong>La Marina Militare e la Protezione Civile contro il rischio maremoti<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019Italia, per sue peculiari caratteristiche geografiche, presenta una serie di criticit\u00e0 naturali sotto il profilo sismico, vulcanico, idrogeologico e alluvionale potenzialmente molto distruttive per il tessuto infrastrutturale e sociale. Tali scenari, oltre a rappresentare una concreta minaccia per la sicurezza della popolazione civile, costituiscono un impegnativo banco di prova per le capacit\u00e0 di \u201crisk management\u201d e coordinamento proprie delle istituzioni preposte alla gestione delle grandi emergenze. Tra gli eventi calamitosi potenzialmente pi\u00f9 distruttivi vi \u00e8 sicuramente il maremoto (anche noto come tsunami), uno spostamento anomalo di una grande massa d\u2019acqua generato da un evento sismico, vulcanico o franoso. Solo negli ultimi dieci anni nel mondo si sono verificato almeno cinque casi di Tsunami particolarmente gravi di cui due con effetti estremamente disastrosi quali il maremoto dell&#8217;Oceano Indiano del 26 dicembre 2004, che caus\u00f2 tra le 230.000 e le 280.000 vittime, e il maremoto di Sendai e del T\u014dhoku dell\u201911 marzo 2011 che provoc\u00f2 la morte di 15.000 persone oltre a rilevantissimi danni alle istallazioni energetiche, industriali e abitative delle prefetture interessate. Conseguentemente a eventi di questo tipo, oltre all\u2019emergenza sanitaria e sociale comune a tutte le grandi emergenze, il danno infrastrutturale rappresenta un fattore determinante per la successiva gestione della crisi.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143712.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1061\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143712.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1067\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143712.jpg 800w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143712-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143712-768x1024.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La possibile interruzione delle vie di comunicazione terrestri e il danneggiamento delle strutture aeroportuali vicine alla costa, utili per far convergere mezzi di soccorso\\supporto, unitamente alla difficolt\u00e0 di comunicazione conseguente al probabile stato di precaria operativit\u00e0 della rete telefonica (sia fissa che mobile) richiedono personale addestrato e altamente flessibile per gestire tale tipologia di emergenze. In tale scenario particolarmente efficace risulta l\u2019apporto che \u00e8 in grado di offrire la componente marittima delle Forze Armate, capace di mettere in campo sia unit\u00e0 navali che importanti capacit\u00e0 di proiezione terrestre. Alla luce di tale drammatica eventualit\u00e0 nasce Il Progetto TWIST \u2013 Tidal Wave In Southern Tyrrhenian sea, una serie di attivit\u00e0 esercitative \u00a0organizzate dal Dipartimento della Protezione Civile d\u2019intesa con la Regione Campania, la Prefettura e Provincia di Salerno e il coinvolgimento del capoluogo e degli altri comuni costieri salernitani. Partito a gennaio 2012, il Progetto TWIST ha una durata di 24 mesi, e un costo complessivo di quasi 1,15 milioni di euro; di questi, 977mila (pari a circa l\u201985%) sono stanziati dalla Commissione Europea nell\u2019ambito dello strumento finanziario per il Meccanismo europeo di Protezione Civile, mentre il restante 15% \u00e8 a carico del Dipartimento della Protezione Civile.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143610.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1067\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143610.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143610.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143610-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143610-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019esercitazione ha l\u2019obiettivo di: verificare la risposta operativa del sistema italiano di protezione civile, sia centrale che periferico, testare le procedure del Meccanismo europeo di protezione civile, verificare le procedure per l\u2019accoglienza e l\u2019impiego delle squadre e degli esperti europee, valutare l\u2019interoperabilit\u00e0 e l\u2019integrazione dei moduli di protezione civile europei, testare l\u2019efficacia della comunicazione tra i diversi livelli decisionali e operativi, promuovere lo sviluppo di strategie di mitigazione del rischio maremoto nelle amministrazioni locali, favorire la diffusione della conoscenza del rischio maremoto e, pi\u00f9 in generale, della cultura di protezione civile nella popolazione. Lo scenario di riferimento ipotizzato \u00e8 stato un maremoto generato dal distacco di una massa franosa di circa 200 milioni di m\u00b3 da una parete del monte Palinuro (un vulcano sottomarino posto ad una distanza di circa 35 miglia dalle coste del Cilento, ad una profondit\u00e0 di 70 metri), successivamente ad uno studio di tipo geologico e fluidodinamico sono state ipotizzate le caratteristiche del moto ondoso anomalo e i possibili effetti sulla terraferma e, in seguito a tali valutazioni sono stati concepiti alcuni scenari critici diversificati per tipologia e modalit\u00e0 di intervento, articolati nell\u2019arco di tre giorni a partire da gioved\u00ec 24 ottobre fino a domenica 27. Il modello di risposta da testare prevedeva:<\/p>\n<p>&#8211; Interventi sanitari e di soccorso tecnico urgente nei luoghi interessati dall\u2019evento<\/p>\n<p>&#8211; Risposta del sistema locale e regionale di protezione civile con attivazione dei Centri di coordinamento sul territorio: Sale operative regionali, CCS-Centri di coordinamento soccorsi, COM-Centri operativi misti e COC-Centri operativi comunali; prima verifica dei danni e valutazione delle ulteriori risorse umane e materiali necessarie a fronteggiare l\u2019emergenza<\/p>\n<p>&#8211; Attivazione da parte del Dipartimento della Protezione civile delle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale e convocazione del Comitato operativo di protezione civile, che riunisce i vertici di tutte le amministrazioni e le strutture coinvolte nella gestione dell\u2019emergenza<\/p>\n<p>&#8211; Attivazione da parte del Comitato operativo delle componenti e delle strutture operative nazionali e richiesta al Centro di monitoraggio e informazione dell\u2019Unione Europea dell\u2019intervento di squadre ed esperti degli Stati Membri<\/p>\n<p>&#8211; Dichiarazione dello stato di emergenza nazionale da parte del Consiglio dei Ministri e affidamento del coordinamento degli interventi al Capo del Dipartimento della Protezione Civile<\/p>\n<p>&#8211; Attivazione nel territorio interessato dall\u2019evento della DICOMAC-Direzione di comando e controllo; attraverso la DICOMAC, il Dipartimento della Protezione Civile coordina le risorse italiane ed europee, assicurando l\u2019accoglienza, lo smistamento e l\u2019impiego delle squadre e degli esperti.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143705.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1062\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143705.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143705.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143705-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_143705-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Tra gli eventi simulati figurano: attivit\u00e0 di ricerca e soccorso in mare, sulla terraferma e su unit\u00e0 navali sinistrate, allestimento di posti medici avanzati e centri di coordinamento sul territorio, attivit\u00e0 di soccorso speciale operate da personale S.A.F. (Speleo-Alpino-Fluviale) del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, interventi in ambiente CBRN, identificazione delle vittime e supporto psicologico, tutela del patrimonio culturale coinvolto nella calamit\u00e0 oltre che a workshop e briefing. Le istituzioni coinvolte nelle operazioni sono: il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, la Marina Militare, le Capitanerie di Porto \u2013 Guardia Costiera, l\u2019Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, la Croce Rossa Italiana, il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico, la Federazione Italiana Nuoto, la Federazione Italiana Attivit\u00e0 Subacquee e la Societ\u00e0 Nazionale di Salvamento. Unitamente alle istituzioni nazionali hanno preso parte anche le strutture di protezione civile di Croazia, Francia, Grecia, Malta, Portogallo e Spagna con squadre specializzate e un team di esperti del Meccanismo europeo di protezione civile. In qualit\u00e0 di osservatori sono intervenuti inoltre delegati delle Regioni italiane, di altri Paesi dell\u2019Unione Europea aderenti al Meccanismo europeo di protezione civile e di Organizzazioni nazionali e internazionali.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144951.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1063\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144951.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144951.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144951-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144951-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Il ruolo della Marina Militare nell\u2019esercitazione TWIST<\/strong><\/p>\n<p>La Marina Militare ha una vasta e consolidata esperienza nel settore delle operazioni di protezione civile e di risposta ad eventi calamitosi sia sul territorio nazionale che all\u2019estero. Nel 1999 Nave San Giorgio fu impiegata a fornire supporto alla popolazione turca all\u2019indomani del terribile sisma che colp\u00ec una vasta area della penisola anatolica mentre nel 2003 Nave San Giusto part\u00ec alla volta dell\u2019isola di Stromboli in occasione di un riacutizzarsi dell\u2019attivit\u00e0 eruttiva da parte dell\u2019omonimo vulcano. Una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 importanti in tal senso fu di certo l\u2019intervento della portaerei Cavour nel 2010 successivamente al drammatico terremoto che sconvolse Haiti provocando danni ingentissimi e oltre 200.000 vittime. Nell\u2019esercitazione TWIST la Marina \u00e8 stata attivamente impegnata su pi\u00f9 fronti mettendo in campo il meglio delle sue capacit\u00e0 di ricerca e soccorso, comando e controllo, proiezione terrestre e assetti ad ala rotante. In risposta allo scenario prefigurato nell\u2019evento esercitativo la Marina ha dispiegato Nave Cavour, unit\u00e0 dalle spiccate capacit\u00e0 C4ISTAR e supporto sanitario. Nella fattispecie sulla portaerei \u00e8 stato attivato un Presidio Operativo Avanzato (POA) con funzioni di coordinamento del flusso informativo con le altre istituzioni operanti nell\u2019esercitazione. Con i suoi 1000m\u00b2 di centrali operative la nave \u00e8 in grado di accogliere uno staff interforze di decine di elementi e assicurare un ottimale \u201cinformation sharing\u201d attraverso canali di comunicazione tradizionali e non. Inoltre la vasta aerea ospedaliera dotata di due ambulatori, una sala rianimazione, due sale operatorie, otto posti letto per terapia intensiva, una sala radiologica-TAC, una sala trattamento ustionati, una laboratorio di analisi, un laboratorio odontoiatrico e tre sale di degenza con un totale di trentadue posti letto \u00e8 in grado di fornire supporto sanitario addizionale necessario in caso di gravi eventi calamitosi come quello oggetto della TWIST. Gli apparati di telemedicina offrono inoltre la possibilit\u00e0 di ricevere consulenze specialistiche da personale non presente fisicamente a bordo ma operante da strutture ospedaliere remote. La componente aerea imbarcata era costituita da un elicottero AB-212 e tre EH-101 impiegati sia nella ricerca e soccorso sia come MEDEVAC.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144719.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1064\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144719.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144719.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144719-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144719-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Grazie ai sensori optronici imbarcati i mezzi dell\u2019Aviazione Navale sono stati utilizzati per fornirne immagini in tempo reale della zona sinistrata al fine di gestire efficacemente le operazioni sul terreno e monitorare con rapidit\u00e0 aree che potrebbero risultare inaccessibili in seguito ad un evento maremotico di tale intensit\u00e0. Parte della nave \u00e8 stata inoltre utilizzata come poligono addestrativo per le squadre internazionali specializzate in soccorsi con l\u2019ausilio di tecniche speciali. Oltre a Nave Cavour la Marina Militare ha messo in campo reparti specialistici quali il Gruppo Operativo Subacquei del COMSUBIN che \u00e8 intervenuto con 20 palombari e quasi cento Mar\u00f2 della Brigata Marina \u201cSan Marco\u201d. Gli uomini del GOS, specializzati in ricerca e soccorso con capacit\u00e0 di immersione in spazi ristretti e in acque inquinate fino alla profondit\u00e0 di 60m, sono stati impegnati in attivit\u00e0 SAR con l\u2019ausilio di un poligono subacqueo simulante l\u2019intero di un natante posato sul fondo. Reduci dall\u2019esperienza sul relitto della Costa Concordia al Giglio e nella Torre di Controllo del porto di Genova i palombari della Marina hanno acquisito ormai un\u2019esperienza nel settore di primissimo piano a livello internazionale accrescendo ulteriormente la grande considerazione di cui godono. I Mar\u00f2 del San Marco hanno avuto il compito di istituire un Posto Medico Avanzato (PMA) a ridosso del Molo Manfredi nel porto commerciale di Salerno dove sono giunti i primi feriti e le prime vittime degli eventi simulati.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144956.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1065\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144956.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144956.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144956-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_144956-768x576.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Conclusioni<\/p>\n<p>Considerate le caratteristiche geografiche italiane di cui sopra risulta indispensabile, nonch\u00e9 profondamente responsabile, porre in atto eventi come la TWIST. I benefici che apportano esercitazioni simili sono molteplici: perfezionamento delle capacit\u00e0 di coordinamento tra istituzioni ed enti profondamente diversi come compiti primari e organizzazione, confronto e scambio di tecniche, implementazione e sperimentazione di nuove metodologie di intervento. La partecipazione di team internazionali inoltre offre la possibilit\u00e0 di migliorare le sinergie nell\u2019eventualit\u00e0 di operazioni congiunte in seno al meccanismo europeo di protezione civile. La Marina Militare anche in quest\u2019 occasione ha dato dimostrazione di straordinaria flessibilit\u00e0 operativa e delle eccellenti potenzialit\u00e0 che \u00e8 in grado di mettere in campo al servizio del paese. La bont\u00e0 del progetto Cavour \u00e8 pi\u00f9 che mai evidente anche in operazioni di soccorso come quelle simulate nella TWIST in cui una moderna piattaforma navale dalle molteplici capacit\u00e0, non solo prettamente militari, come la nostra portaerei \u00e8 capace di esprimere rappresentando un modello di riferimento per unit\u00e0 similari a livello internazionale.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_161021.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-1066\" src=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_161021.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_161021.jpg 1024w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_161021-300x195.jpg 300w, https:\/\/www.seairlandshots.com\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/20131025_161021-768x500.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"box success  \"><div class=\"box-inner-block\"><i class=\"fa tie-shortcode-boxicon\"><\/i>\n\t\t\tSea Air Land desidera ringraziare per l\u2019estrema disponibilit\u00e0 e gentilezza dimostrata il personale seguente: Ilaria Salvi e Juri Pittaluga, dell\u2019ufficio stampa del Dipartimento della Protezione Civile; TV Antonio Dell\u2019Anna, dell\u2019ufficio stampa della Squadra Navale; STV Antonio Bonito della Capitaneria di Porto di Salerno.\n\t\t\t<\/div><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Marina Militare e la Protezione Civile contro il rischio maremoti L\u2019Italia, per sue peculiari caratteristiche geografiche, presenta una serie di criticit\u00e0 naturali sotto il profilo sismico, vulcanico, idrogeologico e alluvionale potenzialmente molto distruttive per il tessuto infrastrutturale e sociale. 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