Il NATO Tiger Meet 2023 a Gioia del Colle

Testo di Luca La Cavera e Paola Esposito

Foto di Luca La Cavera, Paola Esposito e Luigi Sani

Si è tenuta dal 2 al 13 ottobre, presso l’Aeroporto di Gioia del Colle (BA) sede del 36° Stormo Caccia dell’Aeronautica Militare, l’edizione 2023 del “NATO Tiger Meet”, una delle più importanti e articolate esercitazioni internazionali che punta ad affinare la cooperazione e facilitare la condivisione di esperienze addestrative tra Forze Armate dei Paesi Alleati.

Da oltre 60 anni, ad ogni edizione del NATO Tiger Meet si incontrano i Gruppi di Volo nel cui stemma è presente una “tigre” o comunque un felino – puma, giaguaro e leopardo, simbolo di forza, velocità e abilità nella caccia – e membri della NATO Tiger Association, costituita nel 1961 da tre reparti dell’U.S. Air Force in Europe (USAFE; 79th Tactical Fighter Squadron), della Royal Air Force inglese (No. 74 Squadron) e dell’Armée de l’Air francese (Escadron de Chasse EC 1/12).

Il NATO Tiger Meet si è svolto per la prima volta in Italia cinquant’anni fa (1973) presso la base di Cameri (Novara), per poi tornarvi nel 1980 e nel 1988. A distanza di 35 anni, l’Italia ospita nuovamente questo importante meeting addestrativo internazionale, anche in concomitanza con i festeggiamenti per il Centenario dell’Aeronautica Militare, costituita come forza armata autonoma nel 1923. Senza essere voluta, la coincidenza è stata assolutamente gradita durante un anno così importante per la Forza Armata.

Con l’obiettivo di massimizzare l’integrazione e l’addestramento dei reparti di volo sia ad ala fissa sia ad ala rotante, in un contesto internazionale e a valenza interforze, l’esercitazione ha visto rischierarsi in Puglia 17 gruppi volo di Forze Armate provenienti da 12 Paesi NATO e alleati: Belgische Luchtmacht (Belgio; 31 Smaldeel, Kleine Brogel; F-16 A/B MLU); Elliniki Polemikí Aeroporía (Grecia; 335 Mira, Araxos; F-16C/D); Força Aerea Portuguesa (Portogallo; Esq 301, BA5 Monte Real; F-16 A/B MLU); Türk Hava Kuvvetleri (Turchia; 192 Filo, Balikesir; F-16 C/D); Schweizer Luftwaffe (Svizzera; Staffen 11, Meiringen; F/A-18C/D); Armée de l’Air et de l’Espace (France; ECE 1/30, Mont-de-Marsan; Rafale B/C, Mirage 2000D), Aviation légère de l’armée de Terre (France; EHRA 3, BA Etan-Rouvres; SA-342M Gazelle, EC-665 Tigre HAP); Vzdušné síly armády České republiky (Repubblica Ceca; 211 TL, Čáslav; JAS-39C/D Gripen); Luftwaffe (Germania; TaktlwG 51, Schleswig; Tornado IDS, ECR – TaktlwG 74, Neuburg; EF-2000 Eurofighter); Magyar Légierö (Ungheria; 101/1 Sqn, Keskemet; JAS-39 C/D Gripen); Siły Powietrzne (Polonia; 6 ELT, Poznań-Krzesiny; F-16C/D); Österreichische Luftstreitkräfte (Austria; 2.Staffel, Zeltweg; EF-2000 Eurofighter). Anche il Flying Squadron 1 della NATO Airborne Early Warning and Control Force (NAEW&CF), membro della Tiger Association, ha partecipato con il velivolo E-3A Sentry rischierato presso la Forward Operating Base (FOB) AWACS, presso il 37° Stormo di Trapani. Si è trattato di circa 80 aeromobili, 70 ad ala fissa e 10 ad ala rotante, molti dei quali con livree speciali dedicate proprio al Tiger Meet.

 

Per l’Italia, sono due i membri della NATO Tiger Association ad avere partecipato: il 12° Gruppo Volo del 36° Stormo “Caccia”, che opera con gli Eurofighter Typhoon, dal 2001 erede della 351a Squadriglia delle “Tigri Bianche” del 21° Gruppo “Caccia” e il 21° Gruppo Volo del 9° Stormo di Grazzanise (CE), entrato a far parte dell’allora NATO Tiger Club nel 1968 e che ha partecipato al Tiger Meet con i suoi elicotteri HH-101A.

Presso l’Aeroporto di Gioia del Colle sono stati presenti anche il 60° Stormo di Guidonia (RM), con i velivoli U-208; il 2° Stormo di Rivolto (UD), che ha rischierato in Calabria il sistema di difesa aerea SIRIUS; i Fucilieri dell’Aria del 16° Stormo di Martina Franca e gli Incursori del 17° Stormo di Furbara. A supporto dell’esercitazione, per l’Aeronautica Militare, sono anche coinvolti assetti provenienti dalla 46a Brigata Aerea di Pisa (velivolo da trasporto tattico C-130J) e dal 14° Stormo di Pratica di Mare (G-550 CAEW, con capacità di comando e controllo, e KC-767 per rifornimento in volo).

La Marina Militare ha impiegato il Cacciatorpediniere lanciamissili Caio Duilio, operante come assetto di difesa antiaerea, e 2 Joint Terminal Attack Controller (JTAC) della Brigata Marina San Marco (BMSM), mentre l’Esercito Italiano ha fornito un significativo supporto logistico e operativo, come anche la Protezione Civile Puglia che ha avuto modo di operare in un contesto esercitativo multinazionale, nell’ambito della continua collaborazione che da sempre porta avanti con le Forze Armate.

 

Il 36° Stormo Caccia di Gioia Del Colle, con il 4° Stormo di Grosseto, il 37° Stormo di Trapani, il 51° Stormo di Istrana e il 32° Stormo di Amendola (anche con il supporto del 6° Stormo di Ghedi), è garante della difesa aerea nazionale, assicura il servizio di Quick Reaction Alert della NATO, e partecipa costantemente alle operazioni di air policing ed enhanced air policing a supporto della sicurezza e dell’integrità dello spazio aereo dell’Europa e quindi della NATO stessa.

Interessanti assetti esterni partecipanti all’esercitazione sono stati anche gli E-2C Hawkeye della Flotille 4F, Marine Nationale (Francia) nel ruolo di Airborne Early Warning & Control, normalmente basati sulla BAN Lorient e un Learjet della società privata GFD, basato sulla Hohn Air Base (Germania) per simulare tracce radar di velivoli e missili nemici.

Il NATO Tiger Meet è un’esercitazione militare internazionale molto particolare, perché molti degli aeromobili partecipanti, tipicamente almeno uno per reparto, hanno applicata una livrea molto colorata con un unico comune denominatore: la tigre o comunque un feroce felino, simbolo del reparto di appartenza. Solo sulla deriva, su parte della fusoliera o tutto il velivolo, l’importante che sia appariscente e catturi l’attenzione! L’edizione 2023 non ha fatto eccezione con splendide realizzazioni su Eurofighter, Rafale, JAS-39 Gripen, Mirage 2000D, F-16, F/A-18 ed SA-342M Gazelle.

La tradizionale cerimonia d’apertura del NATO Tiger Meet, durante la quale vengono sollevate le bandiere di tutti i Paesi partecipanti e si dichiara aperta l’esercitazione, è stata chiusa come di consueto dal Comandante del reparto ospitante con la tradizionale chiamata “Tiger, Tiger, Tiger!”

 Lo Spotter Day

Tradizionale appuntamento ad ogni Tiger Meet per gli appassionati fotografi aeronautici in Europa è lo Spotter Day, giornata loro dedicata per fotografare da una postazione privilegiata a bordo pista i velivoli partecipanti durante le normali operazioni di volo. Grazie all’ottima organizzazione da parte del personale del 36° Stormo, anche l’edizione 2023 del NATO Tiger Meet ha avuto il suo Spotter Day, estremamente interessante.

 

Più di 800 spotter giunti da tutta Europa e non solo, hanno assistito a decine di decolli e atterraggi nell’ambito della sessione esercitativa prevista la mattina del 6 ottobre. Al rientro di tutti i velivoli, una sorpresa veramente unica si è materializzata direttamente in pista: un’imponente “Elephant Walk” composta da 42 tra aerei ed elicotteri contemporaneamente in moto e che erano appena rientrati  dalla sessione addestrativa, un colpo d’occhio veramente notevole! Questo tipo di attività, negli ultimi anni sempre più diffusa in tutto il mondo, non rappresenta un’esibizione di forza come in apparenza potrebbe sembrare, piuttosto è un importante evento addestrativo volto a dimostrare la capacità di lanciare un numero molto elevato di velivoli in un lasso temporale molto ristretto. Un vero e proprio tributo al duro lavoro di tutto il personale coinvolto nell’esercitazione e dell’elevata efficienza raggiunta da tutti i reparti partecipanti, componenti essenziali che hanno permesso l’esecuzione di questa attività decisamente complessa.

Foto AM

L’Open Day

Con lo scopo di far conoscere alla popolazione l’importante realtà del 36° Stormo, nell’ambito degli eventi organizzati in occasione del centenario dell’Aeronautica Militare, domenica 8 ottobre 2023 si è svolto un colorato Open Day presso l’aeroporto di Gioia del Colle. I partecipanti hanno infatti avuto l’opportunità davvero unica di vedere da vicino una ricca mostra statica comprendente tutti i velivoli con le livree speciali “tiger”, appositamente realizzate per l’evento. Un colpo d’occhio veramente notevole, senza eguali, che raramente si vede anche alle più importanti manifestazioni aeree internazionali. Ulteriormente, molti dei tanti velivoli stranieri rischierati a Gioia del Colle erano ben visibili sui grandi piazzali della base pugliese.

In statica erano presenti anche degli oggetti piuttosto rari che difficilmente vengono mostrati in pubblico: tre simulacri gonfiabili utilizzati per simulare obiettivi terrestri proprio durante l’esercitazione NATO Tiger Meet.

Tutti i reparti partecipanti all’esercitazione hanno esposto dei coloratissimi stand, pieni di ogni tipo di patch, remove before flight, print e T-shirt immaginabile ed è facile intuire come siano stati meta costante e interessata di tutto il pubblico presente. Anche gli stessi membri degli equipaggi che hanno preso parte al Tiger Meet, sono diventati parte del colorato show a terra: in evidenza i tedeschi con tute di volo stracolme di patch tigrati e i turchi con delle bellissime tute rosse con una grande tigre dello stesso colore sulle spalle! Pupazzi con le forme di tigri bianche, leopardi e altri felini completavano la “scenografia” assieme a un team belga con tanto di tuta con grande testa di tigre e un’auto completamente decorata a tema tiger meet!

Completavano l’area dell’open day, il gettonatissimo simulatore dell’MB-339 delle Frecce Tricolori, gli stand del consorzio Eurofighter e di Leonardo che ha sponsorizzato la livrea speciale dell’Eurofighter del 12° Gruppo Volo.

Il Media Day – L’esercitazione

“Il Tiger Meet nasce tanti e tanti anni fa, da un’idea di alcuni piloti che avevano e si riconoscevano nel simbolo della tigre” racconta il Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare che ha fatto visita alla base di Gioia del Colle durante l’esercitazione internazionale, “diventando poi non più solo un incontro fra colleghi che avevano in comune quel simbolo, ma anche un modo per incrementare l’attività addestrativa.”

Cuore del NATO Tiger Meet è stata la base di Gioia del Colle che ha ospitato 80 tra aeroplani ed elicotteri, con tutti i reparti di volo partecipanti concentrati per dimostrare, innanzitutto a se stessi, che sono in grado di lavorare e operare insieme. “Si tratta uno sforzo molto importante” conclude il Gen. Goretti, “e dimostra ancora una volta come l’Italia, il Ministero della Difesa e l’Aeronautica Militare siano in grado di poter mettere in piedi questi eventi che rappresentano veramente un grosso sforzo organizzativo non soltanto per la parte volativa ma anche per la logistica.”

“Gioia del Colle è sempre stata e sarà sempre una base di punta per l’Aeronautica Militare” aggiunge il Generale di Squadra Aerea Alberto Biavati, Comandante della Squadra Aerea dell’Aeronautica Militare. “Lo sforzo organizzativo non indifferente in favore del NATO Tiger Meet lo abbiamo potuto attuare anche per il grosso supporto ricevuto da tutte le organizzazioni militari e civili nazionali, a dimostrazione di quanto riusciamo a farci apprezzare e a lavorare in modo integrato.”

“I NATO Tiger Meet esistono dagli anni ‘ 60, l’esercitazione si svolge tutti gli anni, con un numero variabile di partecipanti e ogni volta ha sede in un posto diverso” ci spiega il Magg. Emanuele “FUUT” (nickname), Comandante del 12° Gruppo Volo del 36° Stormo Caccia, pilota Eurofighter e Project Officer dell’esercitazione. “In base al piano quinquennale, stabilito proprio dai comandanti dei Gruppi Tiger, ogni anno c’è una Nazione che si offre volontaria per organizzare l’evento, e quest’anno era l’anno nostro. La coincidenza con il centenario ci ha fatto piacere però non è stata fatta a posta. La cosa eccezionale è che l’esercitazione ha avuto luogo in Italia, dove non si faceva da molto tempo.”

“I variegati assetti delle Nazioni partecipanti sono dislocati nella stessa base.” prosegue il Magg. Emanuele, “La bellezza di questo Tiger Meet è proprio quella di avere tutto il personale che pianifica le missioni nello stesso luogo, guardandosi in faccia. Partecipando al Tiger Meet tutti gli anni, si crea una conoscenza a livello personale tra gli equipaggi e questo rende l’esercitazione ancora più addestrativamente pagante. Ci si scambia le conoscenze, l’esperienza tra Nazioni diverse e tra velivoli diversi, questo è l’altro valore aggiunto che ha il NATO Tiger Meet.” L’attività addestrativa durante l’esercitazione è stata del tutto simile a quella che viene svolta quotidianamente in casa con un numero ridotto di assetti. “Abbiamo reso il tutto più pagante aggiungendo la diversità delle Nazioni e la diversità degli assetti e questo ha rappresentato un ulteriore valore aggiunto dell’esercitazione: non cambiare ciò che siamo abituati a fare, ma farlo integrandoci con gli altri” conclude il Magg. Emanuele.

Il NATO Tiger Meet nasce come un’esercitazione aerea, focalizzata al dominio aereo”, spiega il Col. Vito del 36° Stormo e Direttore dell’Esercitazione (Direx), “ovviamente ormai non c’è più un dominio singolo ma si opera in un insieme di vari domini, perciò in quest’esercitazione abbiamo avuto anche la collaborazione di Nave Duilio della Marina Militare, abbiamo rischierato in Calabria, proveniente dal 2° Stormo di Rivolto, il SIRIUS, il nostro sistema GBAD (Ground Based Air Defence, avanzato sistema di difesa aerea a corto/medio raggio). Lavoriamo quindi “cross-domain” e lo testimonia anche il fatto che gli elicotteri francesi, i Gazelle e i Tiger, appartengono all’Esercito e non all’Aeronautica francese.”

Questo approccio multi-dominio è perfettamente rappresentato nello svolgimento stesso delle missioni durante l’esercitazione. In base allo scenario pianificato per l’esercitazione, le missioni di volo, sotto la regia della Direx, si susseguono in base al risultato delle precedenti: “guadagnata la superiorità aerea nell’area”, spiega il Col. Vito, “potremo spostarci alla fase successiva. Nave Duilio costituisce una minaccia, occorre eseguire una missione Anti-Surface unit Warfare (ASuW) contro l’unità, solo dopo avere avuto successo con questa fase, si passa alla successiva, una missione di Suppression of Enemy Air Defences (SEAD) contro il SIRIUS, solo a quel punto potremo procedere con una missione aria-suolo.” Per il prossimo Tiger Meet si sta pensando di inserire anche il dominio dello spazio, in particolare utilizzando immagini satellitari per fare intelligence prima delle missioni e battle assessment dopo.

L’attività di volo, come di consueto per i Tiger Meet, si è strutturata principalmente su due waves giornaliere: una main wave mattutina, cui hanno partecipato tutti gli assetti in una complessa missione Composite Air Operation (COMAO), e una shadow wave pomeridiana, dove i partecipanti hanno potuto svolgere missioni complementari, incluse Electronic Warfare (EW), Basic Fighter Manoeuvring (BFM), Air Combat Manoeuvring (ACM) e Slow Mover Interceptor (SMI). Queste attività̀, che hanno interessato – anche grazie al coordinamento con ENAV ed ENAC – lo spazio aereo di Puglia, Calabria e Basilicata (aree di lavoro Eolia e Donald), lo spazio aereo a Est della Sardegna (aree Justin e Star) e le aviosuperfici di Sibari, Pisticci e Crotone, hanno lo scopo di perfezionare l’interoperabilità degli assetti in missioni di difesa e interdizione aerea, di supporto a truppe a terra (Close Air Support – CAS) o di ricerca e soccorso di personale in ambiente ostile (Personnel Recovery – PR). In questa ottica, il “Tiger Meet” è un’ulteriore occasione di confrontarsi a livello multinazionale anche per i Gruppi di Volo che non partecipano solitamente a questo tipo di addestramento, che in gergo viene chiamato Large Force Employment (LFE).

Nella pianificazione dell’esercitazione, si cerca di far partecipare tutti in modo equo, tutti gli assetti vengono valorizzati e a tutti i partecipanti viene garantito uno scenario che permetta di esprimere il meglio da ogni piattaforma, “se hai uno strumento a disposizione devi trovare il modo di usarlo a livello tattico, in modo efficace ed effettivo” spiega il Col. Vito. La Direx ha inoltre monitorato in tempo reale l’evoluzione delle missioni in base agli scenari pianificati, modificandoli se necessario per garantire il giusto livello di difficoltà a tutti i partecipanti, “offrendo quel prodotto di qualità che è veramente l’aspetto vincente del Tiger Meet” conclude Vito.

Nella prima settimana sono state effettuate 457 sortite, fino a 110 al giorno, per un totale di oltre 670 ore di volo, con la base di Gioia del Colle sempre all’altezza delle aspettative, dimostrando di poter ospitare e fare operare oltre 70 aeroplani ed elicotteri.

La varietà di partecipanti ad esercitazioni come il NATO Tiger Meet, comporta la contemporanea presenza dei moderni velivoli europei che dal punto di vista commerciale si contendono il mercato, l’Eurofighter, il Rafale e il Gripen, diversità che qui rappresenta un valore aggiunto. “Ogni velivolo ha delle proprie caratteristiche specifiche, dei propri punti di forza, per cui quando vengono utilizzati insieme, si ottiene il meglio”, prosegue il Col. Vito, “lavorare insieme ci rende tutti quanti più forti, anche perché opereremo comunque tutti insieme. Detto questo, l’Eurofighter è un signor aeroplano che non ha niente da invidiare a nessuno.”

Come in tutte le esercitazioni complesse, in base alla missione da svolgere e allo sviluppo tattico dello scenario previsto, i velivoli partecipanti sono stati suddivisi in “Blue” e “Red”: “la parte Red è uno strumento completamente nelle mani della Direx, guidato in modo da rendere l’esercizio per i Blue della giusta difficoltà in base ai punti pianificati da coprire.” spiega il Col. Vito “Non vogliamo essere né più bravi né meno bravi, vogliamo soltanto capire che errori facciamo oggi per non ripeterli domani e in modo da essere sicuri di evitarli in futuro.”

Non è stato possibile inserire gli F-35 nell’esercitazione perché attualmente impegnati nelle operazioni di Air Policing in Polonia. Il Col. Vito ricorda però che “in questo momento storico oltre l’80% delle flotte NATO sono costituite da velivoli di quarta generazione, verso cui c’è quindi ancora un’esigenza addestrativa molto forte.” Il connubio vincente oggi è ben espresso dal concetto di avere una “fifth gen capability with fourth gen mass” prosegue il Col. Vito, “perché il velivolo di quinta generazione per garantire le proprie caratteristiche, non ha il payload necessario per completare da solo la missione e quindi ha bisogno della “massa” dei velivoli di quarta generazione. Le due piattaforme dovranno lavorare insieme e pertanto lo sforzo è continuo per mantenere aggiornate le capacità dei velivoli di quarta generazione con nuove tecnologie, nuovo software, nuovo hardware, come successo con gli Eurofighter dell’Aeronautica Militare.” Nel prossimo futuro, l’F-35 diventerà un velivolo talmente diffuso all’interno della NATO, che sicuramente ci sarà qualche gruppo “tigre” dotato del caccia di quinta generazione.

L’esercitazione è stata un successo, dalle forze aeree partecipanti sono arrivati solo commenti positivi. Il nostro Gen. Goretti è stato infatti accompagnato durante la sua visita a Gioia del Colle da tutti i capi delegazione dei paesi partecipanti al NATO Tiger Meet, compreso il Capo di Stato Maggiore della Difesa belga e sono pervenuti solo complimenti.

Uno degli aspetti decisivi di questo successo è stato sicuramente la gestione dello spazio aereo. “In Nord Europa non hanno il lusso di potersi addestrare in aree di lavoro grandi come tutto lo Ionio o come la parte di Tirreno a Est della Sardegna” spiega il Col. Vito, “dove le nostre aree Star sono grandi come l’intera Olanda! Ricordando anche il Poligono Interforze di Salto di Quirra (PISQ) dotato di importanti capacità di EW, il già citato SIRIUS, gli efficaci simulacri gonfiabili che simulano obiettivi terrestri (GBAD e mezzi corazzati), “l’Aeronautica Militare può offrire molto alla NATO e all’Europa in termini di quello che chiamiamo “operational training infrastructure”, conclude il Col. Vito. Ci sono stati vari aspetti critici, alcuni risolti all’ultimo minuto, altri da affinare, ma la garanzia di successo per un’attività addestrativa così complessa è sempre quella di non dare mai niente per scontato.

La componente elicotteristica ha avuto un ruolo importante al NATO Tiger Meet così come nelle operazioni reali e l’edizione 2023 non ha fatto eccezione, come ci spiega il Tenente Colonnello Pilota Alessandro, Comandante del 21° Gruppo Volo “Tiger” parte del 9° Stormo con sede a Grazzanise (CE): “Il 21° Gruppo ha un ruolo molto speciale perché all’interno del NATO Tiger Meet, dispone di assetti ad ala rotante e da trasporto, garantendo la possibilità di effettuare delle missioni in supporto alle operazioni speciali o di Personnel Recovery”.

Pur se non utilizzato per questi compiti al NTM, “l’HH-101 ha la capacità di ospitare a bordo equipaggiamenti in grado di garantire supporto medico a vari livelli”, spiega il T. Col. Alessandro, “in passato, durante l’emergenza Covid, l’HH-101 ha compiuto diverse missioni imbarcando pazienti con delle speciali barelle per il trasporto in bio-contenimento ed è stato il primo assetto in Italia a farlo.”

L’Aeronautica Militare partecipa costantemente a esercitazioni volte a mantenere sempre alto il livello di prontezza operativa e interoperabilità, contribuendo a irrobustire la postura di difesa e deterrenza della NATO. In considerazione della mutevole situazione geopolitica, il Tiger Meet ha consentito di testare tutte le capacità e le funzioni abilitanti collegate al compito di Air Basing per la NATO. Infatti, il 36° Stormo ha gestito – coordinando tutte le funzioni logistiche, di supporto e di sincronizzazione con il territorio – un’esercitazione con numeri da record, per la mole di aeromobili e personale impiegati (oltre 1300), varietà di mezzi e provenienza sia geografica sia culturale.

“Questo tipo di esercitazioni servono per testarci nell’essere capaci di ospitare dei rischieramenti in qualsiasi situazione” commenta il Col. Massimiliano Pomiato, Comandante del 36° Stormo. “Sappiamo che la base di Gioia del Colle è stata sede di rischieramenti con assetti stranieri anche nel passato, nel caso delle operazioni nell’Ex-Jugoslavia e in Libia e quindi questo tipo di esercitazione permette di metterci ancora alla prova, testarci, ed è andata molto bene. Al di là della capacità organizzativa che lo Stormo ha dimostrato nel mettere insieme tutte le risorse necessarie per supportare l’attività esercitativa – dietro i decolli degli aeroplani c’è un lavoro enorme per rifornirli, prepararli per la missione successiva, di coordinamento, occorre dar da mangiare a 1100 persone – il grosso punto di forza è stata la capacità di intervenire e risolvere quelle problematiche inaspettate che inevitabilmente si presentano in situazioni di questo tipo.”

Il Tiger Meet oltre ad essere, come abbiamo visto, un’importante e complessa esercitazione, costituisce un forte momento di aggregazione e di rafforzamento dello spirito di gruppo per tutto il personale dei reparti partecipanti. Per questo, ad ogni edizione, oltre ai numerosi velivoli con livree speciali e le altrettanto colorate tute ispirate alle tigri e i felini dei reparti di appartenenza, hanno avuto luogo i ben noti “Tiger Games”, eventi che coniugano divertimento e sport.

Il tradizionale party finale durante la cerimonia di chiusura del Tiger Meet, l’ultima sera, ha visto l’assegnazione di diversi riconoscimenti e trofei, fra cui il più importante è il famoso “Silver Tiger Trophy”, la cui storia inizia nel lontano 1977, quando il Tiger Meet fu ospitato per la prima volta all’International Air Tattoo sulla base RAF Greenham Common. Il prestigioso trofeo, viene conferito ogni anno dai gruppi di volo partecipanti al Gruppo Volo che si distingue maggiormente durante l’esercitazione, è stato vinto nel 1998 e nel 2015 dal 21° Gruppo Volo “Tiger” del 9° Stormo di Grazzanise (CE), e nel 2021 dal 12° Gruppo Volo del 36° Stormo “Caccia”,”. Sempre nel 2021, 21° Gruppo Volo “Tiger” si è aggiudicato l’altrettanto prestigioso riconoscimento quale miglior gruppo elicotteri partecipante all’esercitazione.

Quest’anno il vincitore del “Silver Tiger Trophy” ma anche del trofeo “Best Tiger Aircraft” per la migliore livrea è stata la Luftwaffe (Germania) con il TaktLwG 74 dotato di Eurofighter e basato a Neuburg. Il 31 Smaldeel della Belgische Luchtmacht (Belgio) con i propri F-16 si è invece aggiudicato i trofei relativi alle “Best OPS” e ai “Tiger Games”, mentre il 192° Filo della Türk Hava Kuvvetleri (Turchia), sempre con F-16, si è aggiudicato il trofeo “Best Uniform”. Al’ECE 1/30 dell’ Armée de l’Air et de l’Espace (Francia) infine è stato assegnato il trofeo “Best Skit”.

Appuntamento quindi all’edizione 2024 del Tiger Meet, che si terrà sulla base aerea Schleswig in Germania, mentre nel 2027 Gioia del Colle e gli ampi spazi aerei italiani ospiteranno di nuovo la prestigiosa esercitazione internazionale.

La Redazione desidera ringraziare tutto il personale dell’Ufficio Pubblica Informazione Stato Maggiore Aeronautica e del 36° Stormo per l’ottima assistenza durante la nostra permanenza presso la base di Gioia del Colle.

 

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