Esercitazione “CADAR 21”

Testo e foto di Luigi Sani

Primavera di intense attività per la Brigata Friuli, impegnata dal 26 aprile a testare e consolidare le capacità di interoperabilità tra unità della Forza Armata, anche in chiave multinazionale, e ad approntare le unità per l’impiego nelle operazioni all’estero in teatro operativo.

Come nella precedente APT/II 2020, la formula esercitativa è stata sviluppata nel pieno rispetto delle misure di prevenzione e contrasto dell’emergenza pandemica Covid-19. Il decentramento dei punti di comando e di unità di vario livello, ha minimizzato il rischio di concentrazione degli operativi partecipanti.  Così è stato allocato il Posto Comando della Brigata, in una configurazione di tipo distribuito, con la sua componente principale schierata all’interno della caserma Mameli di Bologna ed un suo centro avanzato presso la struttura campale allestita all’interno dell’aeroporto “Francesco Baracca”, sede del 5° reggimento Aves “Rigel” a Casarsa della Delizia (Pn).

Contestualmente, nel poligono di Monte Romano si è svolta una scuola tiro con mortai che ha interessato una compagnia del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile, la quale ha fornito fuoco di supporto alle operazioni, sincronizzata dalla componente Joint Fire Support Element (Jfse) all’interno della cellula Battle Space Management (Bsm) nel Posto Comando di Brigata.

 

Ad integrare le unità della “Friuli” sono intervenuti assetti del Reggimento Lancieri di Novara (5°), dell’8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore” e del 132° Reggimento Artiglieria corazzata “Ariete”, con un obice semovente PZH 2000, che si sono addestrati in azioni difensive in scenario da guerra.

Nell’ambito dell’esercitazione è stato inoltre impiegato il sistema di simulazione Virtual Battle Space (VBS) per lo studio e la pianificazione delle operazioni. L’organizzazione delle trasmissioni e del supporto info-comunicativo sono stati garantiti dal 2° Reggimento Trasmissioni Alpino.

Un ulteriore valore aggiunto è stata la partecipazione del 56th Rescue Squadron (RQS) dell’USAF, 31st Fighter Wing di stanza nella base di Aviano, intervenuto in funzione di evacuazione medica d’emergenza (CASEVAC- casualty evacuation) con un elicottero HH60G “Pave Hawk” inserito nel dispositivo. L’atto tattico, realizzato attraverso l’azione combinata di unità di fanteria aeromobile, esploranti, genio, mortai e artiglieria, ha visto la “Friuli” approntarsi con una struttura pluriarma, modulare, integrata, integrabile e multinazionale.

Invitati in otto, tra giornalisti e fotografi, abbiamo partecipato all’atto conclusivo il 7 maggio, all’interno del poligono di Cellina Meduna, in una giornata di cielo coperto ma particolarmente luminosa, tale da consentire al meglio un complesso evento aerotattico ed un’esercitazione a fuoco estremamente dinamica e realistica.

Le attività previste si sono svolte con un ritmo serrato e l’impiego di numerosi elicotteri in azione sinergica con i mezzi ed i movimenti a terra di VTLM “Lince” e blindo “Centauro”, contro elementi ostili arroccati o in movimento di arretramento.

Tutte le operazioni, sotto al costante controllo in “superiorità aerea” dei “Mangusta” AH-129D, si concludevano con il rapido recupero del plotone del 66° Reggimento di Fanteria Aeromobile, tramite UH-90, tutto in una quarantina di minuti.

Per l’occasione è giunto in visita il Generale di Divisione Angelo Michele Ristuccia, comandante della Divisione “Vittorio Veneto”. Ad accoglierlo il Generale di Brigata Stefano Lagorio, comandante della “Friuli”.  Il Generale Ristuccia ha espresso tutto il suo apprezzamento per la piena integrazione dimostrata dalle unità partecipanti all’esercitazione conclusasi con il pieno raggiungimento degli obiettivi addestrativi prefissati, pur nelle limitazioni derivanti dalla pandemia ancora in atto.

“Oggi abbiamo sfruttato questa opportunità addestrativa non solo per prepararci, perchè l’approntamento è una cosa seria che ci coinvolge tutti, dallo Stato Maggiore dell’Esercito sino alla squadra…” – ha detto il comandante della Divisione “Vittorio Veneto” allo schieramento finale –  “… è anche un’occasione straordinaria per mettere insieme tutti gli assetti necessari per imparare a lavorare in modo pluriarma”. “Sono contento per quello che avete fatto e per l’impegno profuso, con la mentalità orientata all’assolvimento della missione”.

 

CADAR 2021 fa riferimento ad uno scenario ipotetico tratto da fonti aperte ed informazioni fittizie. I riferimenti relativi ai confini geografici degli stati protagonisti sono immaginari e i nomi dei paesi sono di fantasia. Le caratteristiche, le personalità ed i principali eventi contenuti nello scenario esercitativo sono stati resi realistici ed hanno il solo scopo di supportare l’esercitazione creando le condizioni tali da soddisfare tutti gli obiettivi addestrativi. Interoperabilità e flessibilità sono le parole chiave di questo tipo di metodologia addestrativa; questo richiede il massimo impegno di squadra sulla standardizzazione delle procedure tecnico-tattiche (TTP), allo scopo di poter agevolmente impiegare i pacchetti capacitivi secondo principi di flessibilità e migliorare la capacità di operare congiuntamente a diverse componenti e forze Alleate.

UNITA’ COINVOLTE:

  • – Comando Brigata Aeromobile “Friuli” con sede in Bologna;
  • – 66° Reggimento fanteria aeromobile “Trieste” con sede in Forlì;
  • – 5° Reggimento AVES “Rigel” con sede in Casarsa della Delizia;
  • – 5° Reggimento Lancieri di Novara (UD);
  • – 8° Reggimento Genio Guastatori Paracadutisti “Folgore” con sede in Legnago;
  • – 132° Reggimento Artiglieria Terrestre “Ariete” con sede in Maniago PN;
  • – 2° Reggimento trasmissioni Alpino;
  • – Reparto Comando e Supporti Tattici “Friuli”.

PERSONALE E MEZZI IMPIEGATI:

  • – Più di 300 tra ufficiali, sottufficiali e graduati di truppa e soldati;
  • – Elicotteri  Mangusta AH-129D, UH-90, HH60 PaveHawk;
  • – Obice semovente da 155/52  PzH-2000 ;
  • – Blindo “Centauro”;
  • – VTLM “Lince”.

LOCALITA’ DI SVOLGIMENTO:

Bologna; Casarsa della Delizia; Cellina Meduna ed aree addestrative limitrofe; Monte Romano.

Un sentito ringraziamento al Gen. Stefano Lagorio, al Ten. Col. Luca Beraudo, a Mauro Montaquila e Francesca Giardina, per l’assistenza tecnica, la calda ospitalità e la collaborazione ricevuta.

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