15° Stormo SAR in montagna. Con l’83° Gruppo, dove osano le aquile

Testo, foto e video di Luigi Sani

Il 15° Stormo è il reparto dell’Aeronautica Militare Italiana (AMI) incaricato alla ricerca e al soccorso, sul territorio nazionale e nelle acque territoriali, di persone in imminente pericolo di vita, a causa di calamità naturali o coinvolte in incidenti.

Attualmente lo Stormo conta sette Gruppi volo ed è il più grande in Italia:

  • 23° Gruppo – Cervia (Emilia Romagna) con HH101, nicknameVeltri”;
  • 80° Centro – Decimomannu (Sardegna) con HH212, a breve passerà su HH139, “Speedy”;
  • 81° CAE (centro addestramento equipaggi) – Cervia, “Granny”;
  • 82° Centro – Trapani (Sicilia) con HH139, “Jedi”;
  • 83° Gruppo Cervia con HH139, responsabile del mantenimento del servizio S.A.R. nazionale per tutto il Nord Italia, “Lord”;
  • 84° Centro – Gioia del Colle (Puglia) con HH139, “Duffy”;
  • 85° Centro – Pratica di Mare (Lazio) con HH139, “Leone”.

Data la sua collocazione geografica in prossimità della riviera adriatica, l’83° Gruppo Volo si sposta da mare e pianura, programmando periodicamente operazioni e addestramento in alta montagna.

Questa attività alle maggiori altitudini, risulta essere estremamente importante in quanto la condotta dell’elicottero a quote elevate è tipica e caratteristica di quello specifico scenario.

L’aria più rarefatta riduce il margine prestazionale dell’elicottero con richieste di potenza più elevate per il proprio sostentamento e l’aeromobile presenta reazioni più lente agli input impartiti dal pilota.

La variabilità delle condizioni meteorologiche (legate alla copertura nuvolosa, al vento e alla turbolenza) rende gli interventi di salvataggio in ambiente montuoso particolarmente difficili e complessi. La capacità di un reparto preparato a operare in tali scenari con mezzi adeguati ed affidabili, è una risorsa preziosa per la Difesa e per l’intero sistema della sicurezza nazionale.

Nel mese di febbraio 2020 si sono svolte due settimane di attività addestrativa, con il Gruppo Volo ospite ad Aviano AFB. L’attività addestrativa è stata prevista per tutti i componenti dell’83° Gruppo, partecipanti a rotazione.

La programmazione prevedeva una media di 4/5 missioni al giorno, tra sortite diurne, mattina o pomeriggio e “notturne”.

Un unico elicottero HH139A, il “15-40” MM 81796, è stato predisposto e riconfigurato per le attività in ambiente montano. Le modifiche più visibili sono “alleggerimenti” come l’eliminazione delle 4 sezioni galleggianti e delle due zattere sganciabili, collocate sulle gondole copri carrello.

Arrivato alla base di Aviano nella tarda mattinata, ho potuto visitare il settore operativo che il Comando americano ha destinato al personale dell’83° Gruppo. Prima delle sortite di volo sono stato aggiornato dal capo equipaggio “Jolly 188” in merito alle principali regole di comportamento durante il volo, nelle operazioni di sbarco e re-imbarco, oltre ai principali scenari in situazioni d’emergenza, evacuazione, impatto ecc. Ho potuto verificare la gradevole “ospitalità” della cellula di questo riuscito modello di Agusta-Westland. Si familiarizza velocemente con la posizione corretta sul seggiolino, con la chiusura delle cinture di sicurezza a fulcro centrale e 4 ganci, oltre alla sistemazione del proprio bagaglio operativo, tramite vari ganci o anelle, disponibili per il vincolo con moschettoni. La rumorosità in cabina è sopportabile; peraltro l’uso di cuffie con interfono consente il dialogo con l’equipaggio e protegge dagli “sbalzi” acustici, dovuti alle ripetute aperture e chiusure del portellone laterale.

 

Potendo effettuare le due missioni previste nel pomeriggio, ho avuto il piacere di conoscere due diversi equipaggi ed il personale di terra incaricato al mantenimento in piena efficienza dell’elicottero. L’equipaggio standard per queste missioni, è composto da quattro militari, due piloti (Capo equipaggio e Copilota), un Aerosoccorritore (ARS) e un Operatore di Bordo (OB).  Io sono stato inserito come quinto elemento, posizionato su sedile destro posteriore, a favore dell’apertura del portellone scorrevole principale. Le due sortite diurne, per un tempo di volo di 1h30’ ciascuna, erano programmate nelle zone di Pian del Cansiglio e sul gruppo montuoso del Col Nudo (2.471 m.), appena oltre al Piancavallo, che domina la valle con Aviano, ad altitudini di lavoro anche superiori ai 2000m.

Ho assistito, stando a stretto contatto con l’equipaggio, alle due tecniche fondamentali per il recupero di personale isolato, ovvero l’atterraggio fuori campo con aviosbarco dell’ARS e il verricello dell’ARS su un infortunato (simulato).

Decollati in direzione N – N/W rispetto Aviano AFB, si sono superati i rilievi montuosi di Piancavallo, con il suo comprensorio sciistico, meta rinomata delle Prealpi Carniche. La quota di tangenza oscillava intorno ai 2.000 metri, permettendo di fiancheggiare alcune note cime, come il Col Nudo, monte Mèsser e Cima Lastè.

La prima sortita addestrativa ha visto lo svolgimento di tecniche di soccorso in un settore pianeggiante dell’Altopiano del Cansiglio, ai margini di zone boschive, tra i 1.200 / 1.300 metri di quota.

Nel caso di elisbarco, il terreno piuttosto accidentato comporta un controllo continuo da parte dell’operatore di bordo, che a portello laterale aperto, comunica al pilota la progressione dell’avvicinamento a terra, fino alla posa delle ruote in una condizione di massima stabilità e sicurezza. Nella prima esercitazione, il soccorritore (ARS) è sceso per primo; si è accertato della sicurezza del terreno e mi ha aiutato a scendere. Insieme ci siamo allontanati, fuori dalla portata dell’elica, in direzione “ore 2” rispetto alla linea dell’aeromobile: questo per consentire ai piloti il continuo controllo visivo del personale sbarcato.

Ho trovato una posizione stabile e nonostante la forte turbolenza d’aria, ho potuto effettuare foto e riprese video. Il 139 si è alzato rapidamente e da una quota di circa 40 metri ha rilasciato il verricello per i primi esercizi dell’ARS. Svolta questa fase abbiamo effettuato una rapida manovra di recupero, con il rientro nell’aeromobile per un immediato decollo.

La seconda fase della prima sortita è stata invece in un settore a Est del Col Nudo, ma esposto a Nord e coperto di neve ghiacciata. La manovra di atterraggio è stata particolarmente accurata; l’ARS è sceso ed ha provato la tenuta della neve, dopo di lui anch’io sono sbarcato scendendo leggermente sotto al crinale in posizione sicura. L’elicottero si è allontanato, per simulare un intervento di soccorso con individuazione di un segnale fumogeno rosso. Poi alcune prove di hovering e di stabilità a pochi metri dal suolo, vista la zona piuttosto ventosa.

Dopo circa 90 minuti di attività siamo rientrati alla base di Aviano, dove intanto decollavano alternativamente coppie di F-16C, C-130J ed elicotteri HH-60 Pave Hawks del 56th RQS.

Seconda sortita.

Dopo una breve sosta tecnica con rifornimento da autocisterna, l’equipaggio al comando del  Pilota e capo rischieramento, Magg. Ballarin, si è portato direttamente nel settore di alta quota, tra Col Nudo e Monte Antander. Dopo diversi passaggi e la familiarizzazione dei piloti con turbolenze e correnti ascensionali, il nostro team ha cercato un punto favorevole per effettuare una simulazione di soccorso con recupero di personale isolato. Ormai gli ultimi raggi del sole al tramonto, coloravano la neve con un tono surreale, tra l’arancione e il fucsia. Il pilota ha in breve individuato una piccola zona piana all’interno della forcella “Federola”, che è la sella o avvallamento tra le cime Antander (2.184 mt) e Monte Venal (2.212 mt), verso nord.

Sceso per primo l’ARS, individua una grossa roccia sporgente dalla spessa coltre di neve: siamo infatti poco sopra i 2.000 metri d’altezza. Fa un freddo terribile accentuato dal flappeggio delle eliche… e sono senza guanti. Scendo praticamente con un salto, poiché l’elicottero non è realmente appoggiato su un piano solido: infatti è in hovering estremamente stabilizzato, con le due ruote dei carrelli principali, che appena penetrano la crosta ghiacciata del manto nevoso. Il soccorritore mi aiuta a trovare una posizione stabile ridossato letteralmente contro alla roccia sporgente. Sono a non più di 3 metri sotto al HH139, che ruggisce e mantiene una posizione impeccabile. Diamo l’OK al decollo, mentre scatto foto e riprendo video, schiacciato dalla spinta formidabile del rotore a cinque pale alla massima potenza.

L’equipaggio in volo ha effettuato allora alcuni spostamenti tra le due cime vicine, con esercizio di punto della posizione, in condizioni di vento laterale e controluce con sole bassissimo.

Rientrati a bordo con l’elicottero praticamente appena sollevato nella neve, ripreso il volo ci siamo spostati di poco, per la fase finale della seconda sortita. Le prove di discesa con verricello sono state effettuate in località “Forcella Antander”, un ripiano sotto al pendio che sale verso il monte Mèsser (2.230 mt) esattamente sulla verticale del Bivacco “Toffolon”, un ricovero alpino del CAI (Club Alpino Italiano) di Vittorio Veneto, in lamiera verniciata di un caratteristico rosso, molto evidente nel bianco scenario innevato. Stiamo operando a quota 1993 mt. Il sole appena calato sotto all’orizzonte, produce una skyline dai colori vividi. Nella mia posizione in cabina, per fare buone riprese, mi protendo per quanto possibile, attraverso il portellone aperto, ma ben assicurato al seggiolino. L’Operatore di Bordo sfila il verricello e aggancia l’imbrago dell’ ARS, che con rapido balzo inizia la discesa. Più volte si ripetono salita e discesa, sotto il controllo vigile dell’OB, mentre il pilota lotta per mantenere una posizione di lavoro stabile, su un crinale che collega due vallate e produce fastidiose correnti d’aria trasversali. Siamo a +2°C. e la temperatura in alta quota cala velocemente con il calare della luce diurna.

Ora possiamo chiudere il portello, la missione è terminata. Ormai è buio e in modalità di volo “notturna”, dopo due sortite indimenticabili, facciamo ritorno verso Aviano AFB scendendo progressivamente di quota. Si accendono le luci verdi in cabina… e con una grande emozione mi sembra di vedere attraverso un visore NVG, come se fossi in missione in “territorio ostile” con le Special Operations Forces!

Storia: Nell’Aeronautica Militare il 15° viene ricostituito come Stormo SAR il 1° ottobre 1965.

Nasce nel 1968 l’Aerosoccorritore (ARS) nella forza aerea italiana, grazie all’idea dell’ufficiale Franco Papò.

Il 15° Stormo viene trasferito da Pratica di Mare a Cervia il 5 ottobre 2010, prendendo il posto del 5° Stormo. A gennaio 2012 arrivano i primi HH-139 ed il 10 settembre 2014 termina la transizione dall’HH-3F “Pelican” con la radiazione dell’ultimo in servizio presso l’85° Centro. L’8 luglio 2015 viene consegnato il primo HH-101 “Caesar”.

Il 30 ottobre 2018 viene ricostituito il 23° Gruppo Volo a Cervia.

7300 persone salvate dalla ricostituzione dello Stormo.

Dal 2000 i principali interventi:

  • 2000 alluvione Piemonte
  • 2003 terremoto Molise
  • 2003/4 eruzione Stromboli
  • 2009  terremoto Abruzzo
  • 2014 Norman Atlantic
  • 2016/7 terremoto Centro Italia ed emergenza neve Abruzzo
  • 2017 alluvione Emilia.

2020 emergenza pandemia Covid-19.

Compiti di istituto: SAR (Search and Rescue), C/SAR (Combat SAR), l’antincendio boschivo, SMI (Slow Movers Intercetion). Ogni Centro o Gruppo mantiene costantemente le capacità specifiche dei compiti di istituto del 15° Stormo (SAR, CSAR, SMI) per la propria area geografica di competenza 24h su 24h, 365 giorni l’anno, con prontezze variabili dai 30’ ai 120’.

Modelli di elicotteri in dotazione: HH212, HH139A, HH101A, TH500.

 

 

 

 

La Redazione di Sea Air Land e l’autore desiderano ringraziare l’Aeronautica Militare per l’opportunità e le donne e gli uomini del 15° Stormo per l’accoglienza e la collaborazione.

About Luigi Sani

Nato a Bologna nel 1959 ,architetto e designer, vive e lavora a Bologna dove è titolare dello "Studio Archires". Segue il settore della fotografia aeronautica dal 1992 e segue anche le forze armate e altre forze statali. E' reporter in Italia per la rivista Emirates "The Source". Opera con le Forze Armate Italiane per l'organizzazione di mostre, eventi storici e culturali. Luigi collabora con "SeairlandShots" dal 2009. Usa materiali NIKON. Ha volato su Alenia G-222, A-109 Nexus, AB-212, AB-412, AB-205, NH-90, CH-47, Mil-17, AS 332, KC-767A, Lockheed Tristar; E' stato imbarcato su Portaerei Garibaldi, Portaerei Cavour, CV-64 USS J.F. Kennedy. Born in Bologna in 1959. Architect and Designer, Lives and works in Bologna: owner of the "Studio Archires". He follows the aeronautical photography sector since 1992 and also follows the Armed Forces and other State Forces. Reporter in Italy for the Emirates magazine "The Source". It operates with the Italian Armed Forces for the organization of exhibitions, historical and cultural events. Luigi collaborates with "SeairlandShots" since 2009. Use NIKON materials. He flew on Alenia G-222, A-109 Nexus, AB-212, AB-412, AB-205, NH-90, CH-47, Mil-17, AS 332, KC-767A, Lockheed Tristar; Embarks on Portaerei Garibaldi, Portaerei Cavour, CV-64 USS J.F. Kennedy.

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