Fertilia , una storia lunga 80 anni

Testo di Carlo Tripodi

Foto Carlo Tripodi e Aeronautica Militare

Il 2 agosto arrivo all’Aeroporto militare di Fertilia dopo aver percorso un lungo tratto di strada martoriato dalle radici dei pini e degli eucalipti piantumati nel 1920 per la bonifica del territorio e dove all’odore del mirto e della macchia mediterranea si sostituisce quello pungente delle foglie e degli aghi dei quasi centenari alberi, stropicciate da una brezza marina che non riesce a mitigare i 35°C.

Perché Fertilia? A spingermi qui, durante le mie vacanze in Gallura, è stato il ricordo di un racconto che mi fece mio zio Carlo, ufficiale della Regia Marina che, dopo il bombardamento de La Maddalena, nel 1943, dove aveva perso molti dei suoi compagni di Accademia ed il grave danneggiamento della GORIZIA su cui era imbarcato, era stato richiamato a Roma. Dopo aver percorso quella che oggi è la SP90, che allora era poco più di uno sterrato spesso invaso dalle dune costiere mobili, era prima arrivato a Sassari, poi all’idroscalo di Porto Conte, poco distante da Fertilia e adoperato dalla Regia Aeronautica e dalla Regia Marina. Qui, fortunosamente, si imbarcò su di un CantZ-506, seduto sulla sua valigetta e tra i due piloti, iniziando un lungo volo condotto a pelo d’acqua per sfuggire ai caccia tedeschi…e…americani. In quel periodo regnava un po’ di confusione……

Così la scelta di visitare Fertilia mi è sembrata lecita per cercare di rintracciare un po’ di storia di questo poco conosciuto quanto importante aeroporto.

La mia ricerca inizia: sfoglio la quarta pagina del quotidiano “L’Isola” del 19 luglio 1938. Anno XVI, dove, in perfetto stile dell’epoca, trovo un lungo articolo: “Nella ricorrenza della Festa dell’Aeronautica si è ufficialmente inaugurato l’aeroporto di Fertilia, gigantesca costruzione che rappresenta, in questa terra di soldati e di fascisti, un nuovo grandioso monumento delle realizzazioni del Regime. Da ieri, dunque, ufficialmente la nostra provincia è orgogliosa di ospitare un nuovo nido di quegli aquilotti che stupiscono il mondo con le loro inimitabili prodezze” (omissis)

La storia

Allora l’Aeroporto, di forma ellissoidale schiacciato (ancora evidente sulle foto di Google Earth) non aveva una vera e propria pista ma si decollava e atterrava osservando la manica a vento. Solo all’inizio della guerra venne realizzata una pista in terra battuta di 600 metri. La guerra finisce e la pista diventa in cemento e lunga 2800 metri negli anni’80, per poi essere portata agli attuali 3000 metri nel 1994, cambiandone anche l’orientamento,02-20 con il miglioramento dei raccordi e della pista di rullaggio.

L’aeroporto comincia ad essere operativo come base dell’8° Stormo fino al 10 giugno del 1940. Lo Stormo viene infatti trasferito, per poi ritornarvi nell’aprile del 1941. In quella data opera con le Squadriglie 100^,101^e 102^ nell’ambito del 19° Gruppo Autonomo ASAR (Aeronautica della Sardegna) con i Breda 88. Ricordiamo che questi bombardieri, molto avanzati progettualmente, ma sotto potenziati, operativamente si dimostrarono un fallimento tanto è vero che furono presto utilizzati  come “aerei civetta” e parcheggiati ai limiti degli aeroporti per “distrarre” i piloti attaccanti.

La storia recente.

Agli inizi degli anni ’50, e precisamente nel 1952, con la costituzione della Scuola Volo Velivoli Leggeri inizia una intesa attività per formare piloti. Proprio a Fertilia impararono a volare ufficiali e sottoufficiali, della Marina, dell’Esercito, Congolesi e occasionalmente i cadetti dell’Accademia Aeronautica. I velivoli usati furono i Macchi 416, L18 e L21(dell’Esercito), i T-6, P148 ed anche un Beechcraft C45, gli MB 326 ed il Piaggio 166. Questa attività continuò fino al trasferimento della Scuola di Volo a Latina.

                                                                            1961, il Capo di Stato Maggiore AM , Napoli, in visita

Fertilia fu un aeroporto molto apprezzato della US Navy ospitando spesso  C-1, A-4, F-4, A-7 e molto recentemente F-18. All’epoca la Sesta Flotta prediligeva per le sue esercitazioni l’area nord occidentale del Mediterraneo, tra la Corsica e la Sardegna e molto frequentemente erano presenti al largo di Stintino e dell’Asinara, la Shangri-la (CV-38), la  F.D.Roosevelt (“Roosy” CV-42), la Saratoga (CV-60”Sara”), la Forrestal CVA-59, l’ America CVA-66. Molto frequentemente si trattava di aerei con qualche avaria o a corto di carburante (un Phantom atterrò planando a motore spento, sostenuto da un fortissimo maestrale!) o per le condizioni meteo che non permettevano agli aerei di appontare. Altrettanto frequentemente sbarcavano o imbarcavano personale che rientrava da servizi logistici a terra.

Nel 1975, l’aeroporto diventa “Distaccamento Aeroportuale Alghero” .

 

Oggi l’Aeroporto di Fertilia (la cui denominazione ufficiale è “Alghero-Fertilia-Riviera del Corallo Codice ICAO, LIEA) riveste ancora un ruolo chiave per l’Aeronautica Militare offrendo supporto logistico ai velivoli in transito, anche di Forze Alleate. Il Distaccamento  gestisce i velivoli impegnati in missioni di soccorso sanitario e  offre il supporto alle operazioni fuori area della Brigata Sassari. Vi vengono effettuati i corsi di Sopravvivenza in Mare per i cadetti dell’Aeronautica Militare ed i Corsi di Familiarizzazione al Soccorso.

L’Aeroporto è dedicato alla memoria del Col. pilota Mario Aramu, medaglia d’oro, caduto nei cieli della Marmarica il 16 dicembre del 1940. Pilota di SVA, partecipò alla Crociera del Decennale. Diresse Corsi Superiore dell’Accademia Aeronautica quando questa era alla Reggia di Caserta. Per due anni fu in Cina, a Nanchang, come istruttore di bombardamento. Le sue spoglie riposano nel Cimitero degli Atlantici di Orbetello, ed il suo nome è riportato a sinistra della lapide di Italo Balbo, fra i caduti sulla terraferma (a destra vi sono i nomi degli scomparsi in mare).

Non posso chiudere questo articolo senza ricordare l’autore del “Piccolo Principe”, Antoine Saint Exupery. Infatti la mattina del 16 maggio 1944 lo scrittore-pilota, era presso l’aeroporto di Fertilia, sotto il Comando Alleato, operando nell’ambito della squadriglia “La Hache”, associata ad una squadriglia americana. Le sue missioni erano le ricognizioni sulla Francia Meridionale, occupata dai tedeschi, volando sul di un P-38 totalmente privo di armamento, essendo stato sostituito da sei camere fotografiche: solo la capacità di volare molto in alto lo proteggeva dalle intercettazioni dei FW-190 e dai M-109, Il 14 luglio del 1944,( la squadriglia aveva lasciato la Sardegna per trasferirsi a Burgo, in Corsica) , “ Colgate”, il suo “ call sign” , parti per una missione da cui non ritornerà. Solo a settembre del 1998 un peschereccio trovò impigliati nelle sue reti a strascico, dei rottami (poi identificati come di P-38) ed un braccialetto d’argento con inciso il nom del pilota scrittore. Il “Piccolo Principe” era ritornato sulla Terra.

In questo articolo è stato volutamente tralasciato l’aspetto civile dell’aeroporto, che dopo una lunga disputa tra Comuni, ha preso il nome di “Alghero-Fertilia – Riviera del Corallo: le beghe politiche e gli interessi campanilistici non sono argomenti per questa testata. Ma vogliamo ricordare che l’ALITALIA ha avuto proprio a Fertlia la sua scuola di volo, con P-166, SF-260, Pa-42 con i quali ha formato centinaia di piloti.

Un ringraziamento particolare al Comandante, Col.Bruno Marini ed al Cap. Alessandro Magrini che mia hanno permesso una sia pur breve visita a che non ho potuto conoscere personalmente in quanto il giorno della mia visita, anche se precedentemente programmata, sono stati occupati da altri impegni. Alcune foto a corredo dell’articolo sono dell’autore mentre le foto storiche sono riprodotte tra quelle in possesso del Distaccamento e dell’Archivio dell’Aeronautica Militare. Nella palazzina comando, sulle rampe di scale che portano fino al 3°piano centinaia di interessantissime fotografie sono appese su tre livelli: l’illuminazione, il riflesso dei vetri e la non raggiungibilità mi hanno limitato moltissimo nel poterle riprodurre. Forse meriterebbero una migliore sistemazione

About Carlo Tripodi

Vive a Napoli. Laureato in Geologia all'Università di Napoli. Ricercatore nel campo del telerilevamento, sull'analisi delle immagini satellitari per le risorse della terra, presso l'Istituto di aerodinamica dell'Università di Napoli. Inizia ad amare l'aereo molto presto, e scrive Aviation nei primi anni '70, diventando giornalista aerospaziale nel 1982, collaboratore di riviste di aviazione italiane ed estere, redattore capo di ASTRONAUTICA . Particolarmente interessato alle forze aeree militari e all'aviazione di marina statunitense. Ha volato su molti aeroplani civili (a partire da Viscount, Caravelle, Comet e l'attuale A380 ecc. Ecc.) e militari : MB326, MB339, C-47, C-119, B-17; DC-6; C1; C2, C27; G222; KC767; Tecnam 2006 Ital.AF; JU-52, AB212; CH46; SH3; SH60. Imbarcato sugran parte delle portaerei USN nel Mediterraneo a partire dal 1959 e sulle unita' italiane Cavour e Garibaldi,le francesi Charles de Gaulle e Foch, l'HSM Ark Royal inglese e su navi militari spagnole e danesi. Ha seguito molte esercitazioni della NATO nel Mediterraneo ed è stato imbarcato due volte su unità della marina italiana per la ricerca scientifica. Ha trascorso due settimane allo Space Camp per insegnanti a Huntsville, in Alabama. Lives in Napoli. HS graduated in Aeronautical Construction. Graduated in Geology at Napoli University.. Researcher in the field of Remote Sensing, about analysis of Satellite Immagery for Earth’s Resources, at the Institute of Aerodynamics of Napoli’s University. Started to love airplane very early, and writing of Aviation in the early ’70, becoming Aerospace Journalist in 1982, contributor t of Ital.and Inter, aviation magazines, Editor in Chief for ASTRONAUTICA Magazine. Particularly Interested in USNayy Aviation and Military Air Forces. Flow on a lot of civil airplanes ( starting with Viscount, Caravelle ,Comet, and the actual A380 etc etc) and military aircrafts and helos too : MB326,MB339;C-47,C-119, B-17; DC-6; C1;C2, C27; G222;KC767;Tecnam 2006 Ital.AF; JU-52,AB212;CH46; SH3; SH60. Embarked on all the USN aircraft carried visiting Mediterranean .Sea starting from 1959; and Italian carrier Cavour and Garibaldi, French Charles de Gaulle and Foch, HSM Ark Royal and Danish, Spanish military ships. Followed a lot of NATO exercitations in Mediterranean Sea. Embarked twice on unit of Italian Navy for scientific research. Spending two weeks at Space Camp for Teachers in Huntsville, Alabama.

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