A BORDO DEL SOMMERGIBILE SCIRÈ

Testo di Giuliano Ranieri foto Marina Militare

Articolo del 2014

Sea Air Land ha avuto l’eccezionale occasione di partecipare alle attività addestrative a bordo di un battello della Marina Militare: il Sommergibile Scirè (S 527). Una delle unità più avanzate della Flottiglia Sommergibili.

Dal dopoguerra ad oggi l’impiego operativo del Sommergibile si è arricchito di nuovi e preziosi compiti. Concepito come mezzo per contrastare il naviglio di superficie avversario, già durante il secondo conflitto mondiale fu utilizzato anche come strumento di inserzione per operatori delle Forze Speciali (basti ricordare le imprese degli incursori della Xª Flottiglia MAS e del Sommergibile Scirè, omonimo del battello attuale). Solo in seguito allo sviluppo dei sensori acustici di bordo furono implementate anche le capacità di ricerca e ingaggio di omologhi mezzi avversari e la possibilità di attaccare con efficacia obbiettivi terrestri grazie all’introduzione degli armamenti missilistici imbarcati.

Le doti intrinseche di silenziosità e capacità di occultamento, caratteristiche peculiari del mezzo, allargano il ventaglio delle possibili applicazioni che trovano ampio risalto specialmente nei moderni contesti operativi asimmetrici e non strettamente militari. Oltre ai già sperimentati impieghi in missioni di supporto ai dispositivi navali con funzioni ASW e ASuW (rispettivamente Anti-Submarine Warfare e Anti-Surface Warfare), integrati in strategie di Sea Denial e Sea Control, si è ulteriormente perfezionata la capacità di supporto alle operazioni speciali e si sono sviluppate una serie di potenzialità che ben si sposano con le caratteristiche “Stealth” del mezzo.

Tra queste figurano i compiti di ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) in cui il Sommergibile ha come scopo primario la raccolta dati preservando l’occultamento fino al termine della missione e I&W (Information and Warning) in cui il battello non si limita alla raccolta ma provvede contestualmente anche alla trasmissione dei dati ai centri di ricezione preposti i quali, in seguito, si occuperanno dell’invio agli assetti di analisi. In particolare i compiti di I&W si sono rivelati particolarmente preziosi in tutta una serie di attività che possono sembrare inconsuete per un mezzo navale così peculiare come il Sommergibile, uno fra tutti il monitoraggio dei traffici illeciti (sostanze stupefacenti, contrabbando, armi).

Il mare per la sua vastità è da sempre considerato un ambiente difficilmente controllabile e sempre più spesso questo aspetto viene sfruttato da organizzazioni criminali per effettuare attività illecite come trasbordi tra natanti in acque apparentemente non sorvegliate, il battello in questi casi è l’unico che può svolgere funzioni di sorveglianza occulta raccogliendo documentazioni fotografiche o anche tracce acustiche senza palesare la propria presenza e alterare la condotta dei soggetti perpetratori. Si annoverano tra le condotte contrarie alla legge anche i reati ambientali quali lo sversamento di sostanze tossiche in mare o il lavaggio di cisterne, di recente un Sommergibile della Marina Militare ha sorpreso un natante impegnato nello scarico di materiale inquinante a largo delle coste francesi procedendo alla segnalazione alle autorità transalpine e favorendo l’intervento immediato di quest’ultime.

Dopo l’11 settembre il contrasto al terrorismo internazionale riveste un ruolo ancor più importante rispetto al passato. Il mezzo sottomarino può essere utilizzato come supporto ad interventi delle Forze Speciali e per la difesa da insidie provenienti dall’ambiente marino. Mezzi subacquei artigianali o gommoni a chiglia rigida, magari rilasciati da unità più grandi incrocianti a largo, potrebbero essere utilizzati da organizzazioni terroristiche per condurre attacchi a obbiettivi posti sulla costa e rappresentano una minaccia credibile e attuabile (vedi attentati del 26 novembre 2008 a Mumbai e attacco del 12 ottobre 2000 al Cacciatorpediniere USS Cole nel porto di Aden).

Degne di nota sono le attività di lotta all’immigrazione clandestina attuate da sempre dalla Marina Militare tra cui la recente operazione interforze “Mare Nostrum”, attività che vedono impegnati anche gli assetti sottomarini. In questo settore le capacità di “Early Warning” si rivelano fondamentali per il soccorso in mare dei natanti e per identificare i trafficanti di esseri umani e le relative “navi madre” da cui di solito si distaccano unità più piccole destinate a raggiungere la riva, spesso in condizioni di sovraffollamento, che ne compromettono la tenuta al mare con drammatiche conseguenze come il recente naufragio di Lampedusa del 3 ottobre 2013. Significativo l’intervento del SMG Gazzana Priaroggia, avvenuto nel dicembre dello scorso anno, che ha permesso il salvataggio di 150 migranti e il fermo di 16 scafisti.

Intenso è l’impegno dei Sommergibili nelle operazioni internazionali, ricordiamo il dispiegamento del Gazzana Priaroggia e del Salvatore Todaro nell’operazione Unified Protector a largo delle coste libiche tra il 2011 e il 2012 con funzioni di sorveglianza ed eventuale difesa da azioni ostili. Il Todaro ha partecipato inoltre all’operazione antiterrorismo Active Endeavour sotto comando NATO. Tra gli impieghi operativi volti a garantire la sicurezza della navigazione e delle rotte commerciali rientra l’attività svolta durante le campagne navali MEDAL nel Corno d’Africa. Un’area altamente critica per l’acutizzarsi del fenomeno della pirateria marittima che, beneficiando di basi di supporto logistico situate sulle coste somale, ha creato non poche difficoltà ai traffici mercantili che transitano in quelle zone. Considerato che l’Italia importa dal mare circa il 90% delle merci risulta semplice intuire che la difesa e la salvaguardia di tali traffici sia obbiettivo prioritario per la tutala degli interessi nazionali. L’impegno dei sommergibili della Marina Militare nelle MEDAL può essere così riassunto:

MEDAL 2007         –    SMG Pelosi               73 giorni di dispiegamento

MEDAL 2010         –    SMG Longobardo    110 giorni di dispiegamento

MEDAL 2012\13    –    SMG Todaro            165 giorni di dispiegamento

In particolare il SMG Salvatore Todaro (tipo U-212A) durante la MEDAL 2012\13  ha conseguito i seguenti importanti risultati:

165 giorni di dispiegamento di cui 126 in mare (76%) e 39 in porto

2939 ore di moto (83% on job)

15556 miglia percorse

2420 ore di sorveglianza

6000 rilievi fotografici

10 postazioni radar costiere identificate (con conferma visual)

 

Operazioni fuori area come le MEDAL evidenziano le ormai collaudate capacità “expeditionary” per entrambe le classi di Sommergibili (Sauro, Todaro). In particolare la Classe Todaro può beneficiare di uno specifico asset composto da tre moduli containerizzati custoditi negli spazi del Comando Flottiglia Sommergibili (COMFLOTSOM) di Taranto. Questi moduli sono ridislocabili al di fuori del territorio nazionale in caso di necessità e hanno la funzione di garantire il supporto logistico e la ricarica dei reagenti a favore dei battelli dotati di propulsione AIP.

Parallelamente ai compiti prettamente militari e di sicurezza appena menzionati, negli ultimi anni la componente ha esteso la sua utilità anche in applicazioni civili. Gli avanzati sensori di bordo infatti permettono di raccogliere tutta una serie di dati di interesse scientifico in ambito oceanografico, metereologico e di inquinamento ambientale. Inoltre la suite acustica di cui sono dotati i battelli offre la possibilità di acquisire segnali acustici provenienti dai mammiferi marini che popolano i nostri mari. In questo ambito è in atto una proficua collaborazione tra il Comando Flottiglia Sommergibili ed enti di ricerca scientifica e universitaria. Ciò a dimostrazione di quanto sia oggi versatile una piattaforma come il Sommergibile e quanto sia importante per la sicurezza, la difesa e la conoscenza del mare in tutti i suoi aspetti.

I moderni Sommergibili sono mezzi complessi e altamente sofisticati, per questo motivo il personale deve rispondere ad elevati standard qualitativi ed professionali. Inoltre le moderne dottrine operative e i molteplici compiti che sono chiamati a svolgere richiedono una versatilità di impiego che può essere affinata e  perfezionata solo attraverso il costante e continuo addestramento. La Marina Militare da sempre pone molta enfasi alla preparazione degli equipaggi, per quanto riguarda la componente Sommergibili nel solo anno 2013, su un totale di 6898 ore di attività, ben 3024 sono state dedicate all’addestramento di cui 2080 in ambito nazionale, 906 in ambito NATO e 38 con marine straniere. Ciò dimostra quanto sia necessaria e fondamentale anche l’integrazione con le Forze Armate alleate visti i continui impegni internazionali e fuori area. Tra gli eventi addestrativi nazionali di maggior rilievo possiamo citare la Mare Aperto (prima uscita operativa dello Scirè nel 2007) e Amphex mentre in campo internazionale i battelli italiani hanno partecipato alla Noble Manta e Noble Mariner.

Di grande importanza per la componente sono state le esercitazioni CONUS (Continetal United States) che hanno visto impegnati il Sommergibile Todaro nel 2008 (prima unità subacquea italiana a raggiungere le coste del Nord America dopo la fine della seconda guerra mondiale) e l’anno seguente il Sommergibile Scirè ridislocati per diversi mesi presso le basi dell’US Navy. Durante le CONUS i battelli italiani hanno avuto la possibilità di partecipare anche alla JTFEX (Joint Task Force Exercise), evento  particolarmente realistico e dinamico programmato prima dei dispiegamenti operativi fuori area dei Battle Group. I mezzi hanno svolto sia ruoli ASW che ASuW operando talvolta come OPFOR (Opposing Force) contro gruppi navali statunitensi e ottenendo eccellenti risultati tanto che l’Ammiraglio Gary Roughead, all’epoca Chief of Naval Operations, commentando la partecipazione italiana definì il Todaro un mezzo estremamente silenzioso. L’US Navy si è da tempo dimostrata particolarmente interessata alle potenzialità e caratteristiche dei moderni sottomarini convenzionali ritenuti una minaccia per la sicurezza del naviglio e considerati difficili da rilevare e identificare. A tal scopo la Marina statunitense dal 2005 al 2007  noleggiò dalla Marina Militare Svedese un sottomarino classe Gotland (dotato di sistema di propulsione AIP Stirling) con lo scopo di addestrare gli equipaggi degli SSN e delle unità di superficie alla lotta ASW contro questo tipo di unità.

La silenziosità intrinseca di questi battelli, unita alle dimensioni contenute, li rendono particolarmente idonei alle operazioni di littoral warfare in cui possono operare agevolmente su bassi fondali. Negli ultimi anni la strategia navale americana ha dovuto apportare numerosi cambiamenti nelle proprie dottrine operative, improntate essenzialmente alle operazioni oceaniche (cosiddette “blue-water”) contro il naviglio sovietico derivate dalla guerra fredda. Ne sono un esempio i nuovi sottomarini classe Virginia concepiti per operare con maggior efficacia anche in acque litoranee. La positiva esperienza delle CONUS ha spinto l’US Navy a proseguire la collaborazione addestrativa congiunta con i battelli italiani, ciò ha dato vita ad eventi periodici coincidenti con i transiti dei sottomarini a propulsione nucleare statunitensi nel Mediterraneo. Definite TACDEVEX (Tactical Development Exercise) dall’US Navy, queste esercitazioni sono la dimostrazione di quanto sia proficuo l’addestramento congiunto tra mezzi così diversi dal punto di vista progettuale e operativo. Le CONUS sono state preziose non solo sotto il profilo esercitativo ma anche per lo sviluppo e l’integrazione dei nuovi equipaggiamenti acustici di cui sono dotati il Todaro e lo Scirè.

Le potenzialità della cortina idrofonica rimorchiata (towed array)  e della linea laterale (flank array) nel processamento dei segnali acustici nello spettro delle basse e bassissime frequenze sono un campo in cui solo ora si stanno avvicinando gli equipaggi dei Sommergibili italiani. Gli indubbi vantaggi che possono offrire tali sensori nella scoperta  e nell’ identificazione dei bersagli conferiscono ai battelli tipo U-212A dei notevoli vantaggi operativi rispetto alla classe Sauro e lo scambio di esperienze con i colleghi statunitensi, che da decenni utilizzano tali sistemi, ha portato notevoli benefici. A partire dalle CONUS gli specialisti della Marina Militare hanno accumulato un prezioso know-how che sarà trasmesso alle nuove generazioni di sommergibilisti. Lo scopo è ora quello di implementare il più possibile tali sistemi e perfezionare il loro utilizzo soprattutto nel Mar Mediterraneo, bacino caratterizzato da propagazioni del suono nettamente diverse rispetto all’oceano.

A differenza di quello che si può pensare vivere in un moderno Sommergibile non è poi così arduo, le condizioni di vivibilità sui battelli tipo U-212A sono nettamente migliorate rispetto alla Classe Sauro. Le moderne tecniche costruttive unite ad una maggior razionalizzazione degli spazi permettono all’equipaggio di sopportare meglio le crociere operative e addestrative che possono prolungarsi anche per diverse settimane. La struttura interna del battello si sviluppa su due ponti principali collegati da delle scalette verticali, nel ponte superiore verso prora si trova il portello per l’imbarco dei siluri, operazione che avviene tramite lo smontaggio del camminamento sottostante che permette l’accesso al tamburo di caricamento. Sempre sul ponte superiore, procedendo verso poppa si trovano due locali con le brande per l’equipaggio (per qualcuno vige la regola della “branda calda”) e la cabina del Comandante, l’unico a poter beneficiare di un tale “lusso”. Vi è anche spazio per un locale con servizi igienici in cui è inoltre collocato un tubo lancia fumate utilizzato in caso di emergenza per espellere una boa radio che, una volta raggiunta la superficie, trasmette una richiesta automatica di soccorso.

Cuore operativo del battello è la CIC (Combat Information Centre) situata a mezza nave in corrispondenza della vela. L’interno è dominato dai pozzi per i due periscopi Carl Zeiss Optronics (ora Cassidian Optronics) SERO 14 e SERO 15 e contornata da una serie di console integrate con il sistema di combattimento KDA MSI-90U della norvegese Kongsberg Defence e con il controllo piattaforma. Nella parte prodiera della CIC trova posto l’autopilota della SEPA (ora AVIO) a cui sono demandati i controlli della timoneria mentre sul lato sinistro trovano posto le postazioni dell’EMCS (Engineering Monitoring Control System) con funzioni di controllo della casse di zavorra, di assetto, di compenso, del sistema di propulsione sia termica che AIP e dei sistemi elettrico e idraulico. Sul lato dritto è posizionato il piano di carteggio asservito da uno schermo su cui è mostrato il punto nave ottenuto grazie ai sistemi inerziali o GPS.

All’interno del locale, sul lato poppiero sono ubicate le tre console adibite al controllo del sistema sonar di cui è dotato il battello. Grazie a dei display di tipo “waterfall” gli operatori hanno la possibilità di tracciare e identificare i contatti provenienti dalle diverse sorgenti e frequenze e inviarli al sistema di combattimento per effettuare la TMA (Target Motion Analysis) e ottenere quindi la soluzione del bersaglio. Le restanti console disposte ai lati della CIC si occupano della TMA appunto, della filoguida dei siluri e della componente di guerra elettronica di cui è dotato lo Scirè, nella fattispecie il sistema ESM EADS FL 1800U. Il ponte inferiore del battello presenta verso prora la camera di lancio con i 6 tubi lanciasiluri da 533mm e appena dietro il tamburo di caricamento. Procedendo verso poppa troviamo un quadrato con divanetto a U e tavolino usato come mensa o come sala briefing e ancora a poppa la cucina dove gli abili cuochi della Marina si adoperano per offrire all’equipaggio ottimi pasti. Considerate le condizioni di vita su un Sommergibile, di certo non comode, la qualità del cibo riveste un ruolo non secondario.

Nei pressi della cucina è posizionata la cella frigorifera indispensabile per conservare gli alimenti per i lunghi periodi di navigazione e lungo il corridoio trova posto un secondo locale con servizi igienici dotato anche di una comoda doccia. Verso poppa si giunge al locale quadri elettrici dove sono presenti anche le celle a combustibile e successivamente il locale motori termici con il gruppo Diesel-generatore MTU/Piller. A seguire il locale denominato “Propeller Motor Room” con il motore elettrico a doppio indotto SIEMENS Permasin che ospita anche i controlli d’emergenza dei timoni ed è inoltre utilizzato come piccola palestra dall’equipaggio grazie ad una panca, dei pesi e una sbarra per i sollevamenti. Il personale, che oscilla dalle 27 alle 34 unità in navigazione , è suddiviso in due squadre e opera su turni di sei ore di guardia e altrettante di riposo. Il tempo libero a disposizione tra un turno e l’altro si trascorre leggendo, riposando oppure guardando film sulla tv a schermo piatto di cui è dotato il mezzo. E’ presente anche una console che di certo aiuta ad ammazzare il tempo.

Grande importanza è riservata alla sicurezza e alla lotta antincendio. Borse con maschere e boccagli sono distribuiti per tutto il battello e sul soffitto dei locali sono istallati degli attacchi per erogazione di aria respirabile collegati tra loro con dei cordini in modo da essere localizzabili anche in condizioni di luce precarie. Sono presenti inoltre le speciali tute per la fuoriuscita collettiva e individuale utilizzate per l’abbandono del mezzo sinistrato. Il sistema antincendio è equipaggiato anche con estintori ad azoto liquido e le squadre d’intervento dispongono di tute ignifughe e respiratori. Tutti il personale è addestrato alle manovre d’emergenza frequentando specifici corsi in Italia e all’estero.

Il legame tra i membri dell’equipaggio è uno dei fattori che salta maggiormente all’occhio quando si è in navigazione, il tipo di attività che si svolge e l’ambiente assolutamente peculiare fanno si che tra Sommergibilisti si instauri un legame unico. L’accesso alle donne è per il momento precluso a differenza di quanto avviene in alcune Marine straniere come quella statunitense, tedesca e norvegese. Di recente un ufficiale di sesso femminile ha preso parte ad un uscita addestrativa a bordo del Sommergibile Scirè e non si esclude che in futuro le cose possano cambiare. Consci di appartenere ad un élite gli uomini, tutti volontari, sono strettamente legati alle tradizioni e alla storia della componente, un esempio è la sala storica presente nelle palazzine della Scuola Sommergibili di Taranto. Ricca di preziosi cimeli storici essa rappresenta un tesoro per tutti i marinai che oggi come ieri solcano le profondità marine. Purtroppo negli ultimi anni la Marina Militare sta registrando un calo di domande per accedere alla ristretta cerchia dei Sommergibilisti, probabilmente la particolare vita di bordo e lo spiccato spirito di adattamento richiesto a chi ne voglia far parte scoraggia la maggior parte dei marinai ma le soddisfazioni che procura l’esser parte di una risorsa così efficiente e importante per la sicurezza dei mari ripaga di qualunque sacrificio.

Sea Air Land desidera ringraziare per la cortesia e per il supporto il CV Mario Berardocco, Comandante di COMFLOTSOM; il CF Antonio Tasca, Capo Ufficio Stampa, e l’equipaggio del Smg SCIRE’ in particolare il CC Alessandro Nalesso, Comandante e CC Daniele Ruggieri, Comandante in Seconda

About Giuliano Ranieri

Reporter \ Analista specializzato in Forze aeree, Forze navali, Operazioni Speciali e Open Source Intelligence. Ha preso parte a varie esercitazioni nazionali e internazionali con l'Aeronautica Militare, Marina Militare e NATO ed esposizioni di settore. Ha svolto attività di volo su KC-767A, HH-212, TH-500B ed è stato imbarcato sul sottomarino Scirè (S 527), ITS Anteo (A 5309), ITS Cavour (C 550) e ITS Tremiti (A 5348). Inoltre ha realizzato reportage a bordo delle portaerei USS Enterprise (CVN-65), Charles de Gaulle (R 91) e USS Nimitz (CVN-68). È stato citato in qualità di esperto di tecnologie militari sul Corriere della Sera, Business Insider Military & Defense, Formiche.net. Vive a Praga (Repubblica Ceca). Contributing writer / Analyst specialized in Air Forces, Naval Forces, Special Operations and Open Source Intelligence. He took part in various activities such as national and international Armed Forces exercises with Italian Air Force, Italian Navy and defence exhibitions. He flew on KC-767A, HH-212, TH-500B and was embarked aboard Submarine Scirè (S 527), ITS Anteo (A 5309), ITS Cavour (C 550) and ITS Tremiti (A 5348) Wrote report aboard aircraft carriers USS Enterprise (CVN-65), Charles de Gaulle (R 91) and USS Nimitz (CVN-68). He was quoted as an expert in military technology on Corriere della Sera, Business Insider Military & Defence, Formiche.net. He lives in Prague (Czech Republic)

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