BALTIC AIR POLICING

UNA GRANDE FAMIGLIA DI NOME NATO

Come in una famiglia, dove gli individui più adulti proteggono la crescita e la sopravvivenza di quelli più giovani, lo stesso avviene nella grande famiglia NATO, in cui per via dell’articolo 5 del Trattato istitutivo, i paesi aderenti offrono reciproca protezione e l’aggressione nei confronti di uno di essi equivale ad un’aggressione nei confronti di tutti con conseguente risposta univoca. In particolare l’attenzione viene rivolta a quelle giovani nazioni che si stanno creando l’ossatura delle proprie difese, nel nostro caso aeree. Da qui la nascita della “Baltic Air Policing”, in atto dal 1° marzo del 2004, data in cui le neonate Repubbliche Baltiche Estonia, Lettonia e Lituania,  ritornate indipendenti dopo la disgregazione dell´ Unione Sovietica, hanno deciso in seguito di divenire membri della NATO. Alla BAP arrivata al 38° Block (turno di quattro mesi) partecipano a rotazione le forze aeree di 14 stati membri dell’alleanza Atlantica, pattugliando lo spazio aereo di Estonia, Lettonia e Lituania; proprio di quest’ultima siamo stati ospiti sulla base di Siaulai (pronuncia Sciolè), la principale delle basi dove si concentrano gli sforzi dell’Aeronautica Militare Lituana (LtAF).

 

Di buon’ora siamo già davanti al gate principale della base, prima dell´orario concordato, incominciamo a familiarizzare con altri reporter; fra noi anche  troupe televisive di Al Jazeera e CBS ed un reporter russo veramente molto cordiale venuto a vedere “come l´ovest  ci vede”. Questo è quello che mi dice.

Dopo le procedure di identificazione per entrare in base, a riceverci presso l´aula briefing è il Cap. Ieva Gubilniene “Pubblic Affair Officer” della base. Si nota subito un alto livello di professionalità nel trattare con reporter di ogni parte del mondo e subito ci introduce ad un primo briefing tenuto dal Col. Vidmantas Raklevicius, comandante della base,  che ci fa una panoramica della Lithuanian Air Force e in particolare della base di Siauliai.

La LtAF, Lithuanian Air Force (Karines Oro Pajegos) provvede all’addestramento e alla formazione dei suoi piloti su velivoli  L39ZA, aereo d’addestramento e supporto tattico leggero; ha un gruppo  trasporto tattico truppe con 3 velivoli  Alenia J27 Spartan  e Let Kunovice L410, un gruppo SAR dislocato su tre basi, Siauliai la principale poi Kaunas e Klaipeda operante con Eurocopter AS365 Dauphin e il supporto di tre MI-8, un gruppo MEDEVAC (EVACuazione MEDica) sempre su MI-8, un gruppo per il supporto alle operazioni aeree ed uno per la manutenzione velivoli. Infine un reparto operante con drone Scan Eagle, per ricerche e il controllo dei confini.

La base fondata nel Giugno 1931 da un distacco di alcuni reparti allora basati a Kaunas, durante il periodo del regime Sovietico, vi sono stati in servizio SU-24 fino a MIG-29. Si trova a 135 metri sul livello del mare 200 km N/W di Vilnius, ha due piste parallele, una principale di 3500 metri larga 45 e una secondaria di 3280 metri larga 35, con orientamento 14/32 L/R, un  terminal PAX e area Cargo. I compiti principali della base sono l’HNS (Host Nation Support) per il personale NATO e alleati, la partecipazione in esercitazioni congiunte, l’addestramento del personale locale. La base è completa di ogni servizio richiesto dagli standard NATO, dall´antincendio alla torre ATC in lingua inglese  con annesso servizio METEO operativi 24/7, sistemi di navigazione quali VOR, DME, ILS, PAR, TACAN, ATC Radar più uno storage carburante di Jet A1 di 200 metri cubi nelle aree QRA (Quick Reaction Alert).

Il comandante ci tiene a mostrarci la viva volontà di incrementare e concentrare gli sforzi della Lithuanian Air Force sulla base di Siauliai per il 2027. Molteplici sono infatti gli aggiornamenti e i miglioramenti previsti per questa base: dal rifacimento delle piste all’ampliamento dell’APRON per ala fissa e rotante alla stazione antincendio e a tutto ciò che riguarda le aree QRA, dagli hangar ai sistemi elettrici alla capacità carburante che arriverà ad uno storage di 2000 metri cubi.

Ma noi oggi siamo stati invitati a testimoniare lo svolgimento dell´attività di Polizia Aerea nei cieli delle regioni Baltiche e viste le continue tensioni fra est e ovest, l’annessione della Crimea da parte della Russia e la recente crisi in Ukraina e a causa dell´enclave Russa di Kaliningrad, le regioni Baltiche si sentono particolarmente minacciate con conseguente  intensificarsi di scramble (decollo su allarme) forse anche per  testare le capacita di reazione dei velivoli dell´Alleanza Atlantica da parte di velivoli Russi, negli spazi aerei internazionali. A protezione dei cieli di queste nuove nazioni si avvicendano i partner dell´alleanza atlantica (NATO). In occasione della nostra visita le forze aeree schierate sono la:

 

RNoAF, Royal Norvegian Air Force

rischierata con 4 velivoli F16MLU (Mid Life Update) del 1980 in grado comunque di svolgere egregiamente il lavoro ogni tempo aria-aria e aria-suolo per una durata fino a 2 ore e 30 con AAR (Air-to-Air Refueling), capaci di raggiungere Mach 2.05 e una tangenza operativa di 48.000ft, con un fattore di carico di +9G. I piloti utilizzano il sistema HMCS (Helmet Mounted Cueing System) per la gestione dei target e del sistema d’arma con il casco, l´NVG (Night Vision Google) per la visione notturna, comunicando le varie informazioni con altri velivoli attraverso il sistema data “Link16”. Due velivoli sono in uso e due d´allarme, armati per Air-to-Air con un cannone da 20mm M61A1, missili guidati all´infrarosso a corto raggio  AIM9L Sidewinder e IRIS-T, più missili a medio raggio a guida radar AIM120 AMRAAM, per Air-to-Ground con bombe a guida laser e GPS, bombe di piccolo diametro (SDB, Small Diameter Bomb) e con l’M61A1. La RNoAF era già presente nel 2005, 2007/8 e ora nel 2015 (Block 38) dal 1 maggio al 1 settembre come Nation Lead, con 65 uomini, volando un totale di 400 ore comprese missioni addestrative, in quattro mesi di rischieramento, pronti in 15 min e fino al momento della nostra visita hanno avuto 3 Alpha scramble (allarme reale) e 18 Tango scramble (allarme simulato).

La nostra Aeronautica Militare Italiana

Ci viene presentata dal Col. Vito Cracas, comandante in carica del contingente Italiano al momento della nostra visita. Il Colonnello ci spiega che l’Operazione Frontiera Baltica ha preso il via nella base di Siauliai dal gennaio 2015 come lead nation (37° Block) per continuare con l´attuale 38° Block dal 1° maggio al 1° settembre in qualità di “supporting nation”, impiegando ed addestrando un totale di 108 persone, di cui 7 piloti e 53 tecnici su Eurofighter, mentre alcuni sono distaccati presso il CRC (Control and Reporting Center) di Karmelava. I velivoli rischierati sono quattro Typhoon, provenienti dal 4° Stormo di Grosseto e dal 37° Stormo di Trapani. L´Eurofighter è principalmente un velivolo per combattimento aria-aria, e in secondo ruolo aria-suolo, capace di raggiungere Mach 2.0 ed una tangenza operativa di 55.000 ft, un fattore di carico di +9/-3, il tutto propulso da due generosi Eurojet EJ200. Il suo armamento si compone di 6 AMRAAM e 2 IRIS-T, o 4 AMRAAM e 4 IRIS-T, per finire con un cannone Mauser BK27, il tutto supportato da 3 Tanks esterni. I velivoli sono dislocati in speciali aree della base classificate come QRA (Quick Reaction Alert), dove ogni forza aerea provvede alla sua autonoma attività con specialisti per la manutenzione, il coordinamento e la pianificazione, in perfetto accordo con l´altra forza aerea operante sulla base e con la Lithuanian AF. Al momento della nostra visita il contingente italiano ha preso parte a 30 Alpha scramble (Block 37) ed 1 nel Block 38. Sommando l´addestramento dei piloti si sono effettuate circa 300 sortite per un totale di 400 ore di volo. Infine lodevole l´attività svolta dal personale della nostra Aeronautica, volta a rapporti con stampa, giovani e scolaresche e della comunità locale con visite nelle QRA e attività con organizzazioni di charity,  rivolta ad esempio a bambini orfani.

 

Il Volo

Dopo il briefing iniziale comincia la pianificazione fra reporter veterani per servizi fotografici Air to Air e i vari equipaggi.  Spesso le richieste degli altri reporter non vanno d’accordo con l´esperienza e la professionalità dei piloti: un reporter chiede che un F16 si accodi alla nostra stessa quota, il pilota si rifiuta spiegandoci che nel caso lo Spartan dovesse avere una perdita di potenza improvvisa, lui s´infilerebbe dritto su di noi. Un altro chiede di andare sopra il ceiling delle nubi, ma il pilota della Lithuanian AF che ci porterà in volo, sapendo che la conseguente rarefazione d´ossigeno potrebbe causare qualche problema a noi passeggeri considerato che staremo a lungo con la rampa aperta, opta per rimanere al di sotto delle nubi, purtroppo presenti nel giorno della nostra visita, ma che fortunatamente non daranno seguito ad ulteriori fenomeni. Si decide poi la formazione da tenere una volta sulla rampa portellone, nessuno si potrà spostare dalla postazione assegnata, saremo imbragati, ancorati e serrati, non sarà nemmeno possibile cambiare obiettivo fotografico perché nel caso scivolasse a terra potrebbe andare a colpire il velivolo che ci segue.

Lo schieramento viene assegnato in base all´altezza, i più bassi seduti davanti, la seconda fila in ginocchio e la terza in piedi. Io vengo assegnato alla seconda fila e vedo un mio pari fila veterano dell’air to air indossare delle ginocchiere, solo dopo cinquanta minuti inginocchiato su di un portellone con tanto di bulloni sul pavimento ho  capito il perché di quelle ginocchiere, ma la  concentrazione di quel momento è tale da far passare in secondo piano qualsiasi fastidio.

Arriviamo sul piazzale dove ad attenderci c´è uno splendido Spartan con il suo equipaggio di piloti, specialisti e Loadmaster che saranno i nostri tutor per tutta la missione. Vengono effettuate delle prove di posizionamento a terra con il portellone aperto, in particolare per le troupe televisive alle quali è assegnata una slot di riprese di circa 20 minuti; la nostra sarà di circa 40 minuti.

E’ il momento di salire a bordo. Ognuno prende posto dove può; io sono vicino la porta laterale,  e  una volta chiusa uno dei due Loadmaster si siede al mio fianco.

Iniziamo a muoverci e il rullaggio, con assenza di punti di riferimento, dà luogo a disorientamento, ma nel momento in cui sento una decisa frenata e il via con la prova motori, lì capisco che in un attimo saremo allineati e pronti per la corsa di decollo e così, tutto motore, rilascio dei freni e via. Uno strattone mi scuote, mi tengo sui tubi della struttura sedili, l’aereo prende sempre più velocità, da lì ad un attimo mi aspetto la rotazione e il distacco da terra, ma con mia forte sorpresa l´aereo fa una brusca ed interminabile frenata: il decollo è abortito, non capisco il rischio che ho corso, ma capisco la professionalità e freddezza dell’equipaggio, non sono in apprensione per ciò che è accaduto, ma la mia paura è che la missione sia abortita a causa di problemi al velivolo. Si ritorna al piazzale, ma dopo alcune prove motore il Loadmaster al mio fianco in comunicazione radio con i piloti mi fa segno che è tutto ok e si va, che sollievo!

Tutto motore, stavolta la rotazione c’è e il decollo pure, siamo in aria. Facciamo quota per un po’, forse il comandante vuole nuovamente sincerarsi del top del ceiling e dopo poco ci livelliamo al si sotto delle nubi e iniziano i preparativi per le troupe televisive. Verso la fine del vano di carico c’è uno sbarramento con delle cinghie, oltre le quali si può stare solo se imbragati ed assicurati;  quindi  tutti coloro che faranno la successiva sessione fotografica dovranno assolutamente rimanere al di quà di quel limite. Incomincia a sentirsi il rumore del sistema di apertura, un telo posto davanti al portellone inizia ad ondulare nervosamente e da qui a poco si aprirà un panorama fantastico per chi è lì davanti. Finita la prima slot si richiude il portellone, è il nostro turno. A me viene ceduta un’imbragatura di un operatore della troupe di CBS, molto più corpulento di me, e perdo un po’ di tempo nel regolare ed assicurarmi che sia tutto ben messo, non capita ogni giorno di indossare imbragature quasi al buio, e siccome c’è attaccata la mia di vita, meglio controllare che sia tutto ok. Vengo ispezionato nuovamente dal loadmaster, ci sistemiamo nelle nostre rispettive posizioni. Ok, tutto pronto. Il portellone superiore inizia ad alzarsi e in meno di un minuto un panorama mozzafiato si apre davanti a me, distratto solo da un piccolo sobbalzo, quando anche la rampa su cui siamo si abbassa di qualche grado, dandoci l’impressione di cadere nel vuoto.

In un attimo i nostri caccia si fanno vedere e si alternano in formazioni congiunte fra F16 norvegesi e Typhoon italiani, prima sulla campagna lituana, il che mi dà modo di apprezzare ancor di più le bellezze naturali di questa nazione, poi sulla città e passaggi e split incrociati sulla base. Mi accorgo che la turbolenza da termica si fa sentire sempre più; sembra di correre su un´autostrada con sanpietrini e buche, si sentono le vampate di aria calda, allargo lo sguardo fuori dal mirino e mi accorgo che siamo veramente molto bassi, su campagna, aeroporto e città. Il tutto dura circa cinquanta minuti per un totale di un’ora e mezza di volo, ma a me è sembrato meno di dieci minuti: il tempo  vola veramente quassù.

Una volta a terra, finita l´intensa giornata e rientrati in albergo, penso e ripenso all’esperienza fatta e a quanto abbiamo girato con una formazione di cinque velivoli sulla città. Mi chiedo: “non saranno un po’ infastiditi gli abitanti della città da tutti questi caccia?” Questa è la domanda che pongo alla ragazza della reception e la sua risposta è: “No! Ci sentiamo al sicuro, protetti.”

La Baltic Air Policing è attualmente in programma fino al 2018, ma è fortemente probabile che si protragga finchè queste tre giovani nazioni non saranno in grado di provvedere alla propria difesa aerea autonomamente.

 

 

English Text

A GREAT FAMILY NAME NATO Like in a family, where the older individuals protect the growth and survival of the younger ones, the same happen in the large family NATO, where by Article 5 of the Treaty establishing, the acceding countries offer reciprocal protection and the aggression against one of them is tantamount to an aggression against all giving the same univocal answer. Particular attention is given to those young nations that are creating the backbone of his defense, in this case aerial. Hence the birth of the BAP (Baltic Air Policing) begun from March 1, 2004, date on which the newborn Baltic republics Estonia, Latvia and Lithuania, return to independence after the break-up of Soviet Union, so deciding to become NATO members. The BAP arrived at the 38th Block (four months shift) taking part in rotational of 14 air forces member states of the Atlantic alliance, patrolling the airspace of Estonia, Latvia and Lithuania; just the latter we were guests on the base of Siaulai (pronounced Sciolè), the main base where concentrate efforts of Lithuanian Air Force (LtAF). Early in the morning we are already in front of the main gate of the base, before the agreed time, we begin to become familiar with other reporters; among us even crews of Al Jazeera and CBS and a Russian reporter really friendly and polite came to see “how west see us.” This is what he tells me. After identification procedures to enter the base, to receive us at the briefing room is Capt. Ieva Gubilniene “Public Affair Officer” of the base. Immediately it´s noticing an high level of professionalism in dealing with reporters from all over the world and introduces us to a first briefing with Col. Vidmantas Raklevicius, Commander of the base, which show us an overview of the Lithuanian Air Force and in particular of Siauliai air base. The LtAF, provides training of its pilots on L39ZA aircraft, trainer aircraft and light tactical support; has a group tactical transport troops with 3 Alenia J27 Spartan and Let Kunovice L410, a group SAR (Search and Rescue) located on three bases, the main Siauliai, Kaunas and then Klaipeda operating with Eurocopter AS365 Dauphin and the support of three MI-8, a group MEDEVAC (medical evacuation) always on MI-8, a group to support air operations and one for maintenance aircraft. Finally, a squadron flying with Scan Eagle drone, for research or borders control. Siauliai air base was founded in June 1931 by a detachment of some squadrons based in Kaunas, during the period of the Soviet regime, there have been in service SU-24 to MIG-29. It is located 135 meters above sea level 200 km N/W of Vilnius, has two parallel runways, the main one of 3500 meters wide 45 meters wide the secondary one of 3280 large 35, with orientation 14/32 L / R, a terminal PAX and Cargo area. The main tasks of the base are the HNS (Host Nation Support) personnel and NATO allies, participation in joint exercises, training of local staff. The base is complete with every service required by NATO standards, from firefighter service to the tower ATC in English with weather forecast service operating 24/7, navigation systems such as VOR, DME, ILS, PAR, TACAN, ATC Radar and one fuel storage Jet A1 of 200 cubic meters in QRA areas (Quick Reaction Alert). The Commander is keen to show us how it will increases and concentrate the efforts of the Lithuanian Air Force in Siauliai air base for 2027. In fact, many are the updates and improvements planned: the resurfacing of runways for the expansion of the apron fixed and rotary wing to the fire station and everything related QRA areas, the hangars to electrical systems to fuel capacity that will come to a storage of 2.000 cubic meters. But today we were invited to witness the conduct of the Police Air in the skies of the Baltic Republics, due the continuing tensions between east and west, the annexation of the Crimea by Russia and the recent crisis in Ukraine and for Russian enclave of Kaliningrad, the Baltic regions are feeling particularly threatened resulting in intensified scramble (take-off on alarm) perhaps to test the capacity of reaction of the NATO AirForces by Russian Air Force, in international airspace. To protect the skies of these new nations alternate partners of the Atlantic Alliance (NATO). On the occasion of our visit the air force deployed are: RNoAF, the Royal Norwegian Air Force Deployed with 4 aircraft F16MLU (Mid Life Update) from 1980 but still able to do very well it works every time air-to-air and air-to-ground for a period up to 2 hours and 30 with AAR (Air-to-Air Refueling), capable to reach Mach 2.05 and an operational tangency of 48.000ft, with a G factor of +9G. Pilots use the system HMCS (Helmet Mounted Cueing System) for target management and the weapon system with NVG googles (Night Vision Google) for night vision, communicating various information with other aircraft through the system “Link16″. Two aircraft are in use and two for allarm, armed for Air-to-Air with a 20mm cannon M61A1, infrared guided missiles and short-range AIM9L Sidewinder IRIS-T, more medium-range missiles AMRAAM radar guided AIM120 for Air-to-Ground with laser and GPS-guided bombs, small diameter bombs SDB (Small Diameter Bomb) and with M61A1 canon. The RNoAF was already present in 2005, 2007/8 and now in 2015 (Block 38) from May 1 to September 1 as Lead Nation, with 65 men, flying a total of 400 hours including training missions, in four months of deployment, it’s ready in 15 minutes and up to the time of our visit they have had 3 Alpha Scramble (real alarm) and 18 Tango scramble (simulated alarm). Our Italian Air Force presented by Col. Vito Cracas, commander in charge of the Italian contingent at the time of our visit. Colonel explains that Operation Frontiera Baltica got under way in the base of Siauliai in January 2015 as lead nation (37th Block) to continue with the current Block 38 ° from May 1 to September 1 as ” supporting nation “, employing and training a total of 108 people, including seven pilots and 53 technicians on Eurofighter, while some are detached to the CRC (Control and Reporting Center) Karmelava close to Vilnius. The aircraft deployed are four Typhoons, from the 4th Wing of Grosseto and the 37th Wing of Trapani. The Eurofighter is primarily a air-to-air combat aircraft, air-to-ground as second role, capable of reaching Mach 2.0 and an operational tangency of 55,000 ft, a G factor of + 9/-3G, powered by two generous Eurojet EJ200. Its armament consists in 6 AMRAAM and 2 IRIS-T, or 4 AMRAAM and 4 IRIS-T, and ending with a cannon Mauser BK27, all supported by 3 external tanks. The aircrafts are located in special areas of the base classified as QRA (Quick Reaction Alert), where each air force provides to its independent activities with specialists for maintenance, coordination and planning, in perfect agreement with the other air force operating on base and with Lithuanian AF. At the time of our visit the Italian contingent has taken part in 30 Alpha Scramble (Block 37) and 1 in Block 38. Pilots have made about 300 sorties for a total of 400 flight hours. Finally commendable the activity carried out by the staff of the Air Force, aimed at dealing with the press, young people and schools and the local community with visits to the QRA and activities with charity organizations, pointing for example to orphaned children. The Flight After the initial briefing begins planning between veteran reporter for Air-to-Air photography and crews. Often the reporters requests do not get along with the experience and professionalism of the pilots: a reporter asks to a F16 pilot if it will be possible flight to the same our flight level behind us, the pilot refuses explaining that if the Spartans were to have a power loss sudden, he get straight to us. Another asks to go above the ceiling of clouds, but the commander pilot of the Lithuanian AF that will take us to flight, knowing that the resulting oxygen depletion could cause some problems to us since we’ll be along with the ramp open, so he opt for remain below the clouds, unfortunately present on the day of our visit, but fortunately not give a result of further phenomena. It then decides to keep the formation once the ramp door, no one can move from the position assigned, we will be harnessed, anchored and tightened, it will not even possible to change camera lens as if it could slip to the ground going to hit the aircraft following us . The deployment is assigned based on the height, the lowest sitting in front, the second row on his knees and the third standing. I’m assigned to the second row and I see my equal row veteran of the air-to-air report wearing the kneepads, after fifty minutes kneeling on a hatch with a lot of bolts on the floor I realized the reason for the kneepads, but the concentration of the time is such as to overshadow any hassle. We arrive in the apron where waiting us there is a wonderful Spartan with its crew of pilots, specialists and loadmasters who will be our tutor for the entire mission. They are carried out the tests of positioning on the ground with the tailgate open, in particular for television crews which is assigned a slot of video play of about 20 minutes; our will be about 40 minutes. It’s time to get on board. Everyone can take place; I am near the side door, and once closed either loadmaster sits beside me. We begin to move on taxiway, with no points of reference, results in disorientation, but when I felt a sharp braking and engines test, there I understand that in a moment we will be lined up and ready for take-off race and so, full throttle, brake release and go. A jolt shakes me, I hang on the tubes of the seat structure, the plane takes more and more speed, from there to a moment I expect the rotation and detachment from the ground, but to my strong surprise plane makes an abrupt ending and braking: takeoff is aborted, do not understand the risk that I´ve had, but I understand the professionalism and coolness of the crew, I´m not apprehensive about what happened, but my fear is that the mission is aborted due to problems to the aircraft. We return to the apron, but after some tests engine, Loadmaster beside me in radio communication with pilots makes me a sign that everything is ok and on go, what a relief! Full throttle, this time there´s the rotation and take off also, we are flying. We get up for a while, perhaps the pilots wishes again be sure about the top of the ceiling and soon we will level just below the clouds and it begin preparations for the TV crews. Towards the end of the cargo area there is a barrage with straps, beyond which you can stand only if harnessed and secured; then all those who will make the next photo session will absolutely stay on this side of the limit. it begins to hear the sound of the backdoor opening system, a towel placed in front of the back door, nervously begins to undulate from here next it will be opened and a fantastic landscape for those up front. After the first slot closes the door, it’s our turn. To me it is lent an harness of an operator crew of CBS, much more corpulent than me, and I waste a bit of time in adjust and make sure that everything is ok, it doesn´t happen every day to wear harnesses in dark places, and since there is attached my life, better check that everything is ok. I´m inspected again by Loadmaster, we settle in our respective positions. Okay, all set. The upper door starts to get up and in less than a minute a breathtaking panorama opens in front of me, distracted only by a small jolt, when the ramp on which we are will lower by a few degrees, giving us the impression of falling into the empty. Sudden our fighters aircraft show up and take turns in joint training between Norwegian F16 and Italian Typhoons above the Lithuanian countryside, which allows me to better appreciate even more the natural beauty of this country, then the city and steps and splits cross on the air base. I realize that the turbulence from heat is felt more and more; It seems to run on a highway with cobblestones and potholes, I feel the hot air heating, broaden my gaze away from the viewfinder and I realize that we are really low, on countryside, airport and city. The procedure takes about fifty minutes for a total of an hour and a half flight, but it seemed to me less than ten minutes: time really flies up here. Once on the ground, at the end of the intense day and I returned to the hotel, I was thinking to the experience gained and what we shot with a formation of five aircraft over the city. I ask to me, “will not be a bit ‘annoyed residents of the town from all these fighters? This is the question I ask to the front desk girl of the hotel and her answer is: “No! We feel safe, protected. ” The Baltic Air Policing is currently scheduled until 2018, but it is highly likely to be maintained as long as these three young nations will not be able to provide for their own air defense.

About Simone Vicari

Vive a Roma e lavora come dipendente presso un istituto di storia dell´arte. La passione per il volo l'ha ereditata da suo padre che da giovane in Aereonautica Militare, volava su FIAT G-59 presso l' aeroporto di Guidonia. Sviluppata poi negli anni in Romagna, paese natale della madre, dove più volte veniva sorpreso da F-104 che sfrecciavano a bassa quota e nelle Marche sua regione natale, dove spesso Tornado s'incanalavano fra i monti per voli a bassa quota. Non ha potuto trasformare questa sua passione in un lavoro a causa di problemi di vista, ma la sua volontà di voler essere vicino all'ambiente aereonautico e militare lo ha portato a descrivere e documentare come freelance la vita e professionalità di donne, uomini e macchine meravigliose. Come attrezzatura utilizza Canon. Ha volato su C-130 AMI, 767 Tanker AMI, C-2 Greyhound USNAVY, C-27 Spartan LTAF, oltre che su molti altri velivoli civili. He lives in Rome and works as an employee at an institute of art history. The passion for flying inherited it from his father who, as a young man in the Italian Air Force, flew on FIAT G-59 at Guidonia Air Force Base. Developed then over the years in Romagna, his mother's birthplace, where he was repeatedly surprised by the F-104 whizzing at low altitude and in the Marche its native region, where often Tornado went through the mountains for low-level flights. He could not turn his passion into a job due to problems with sight, but his desire to be close to the aeronautical and military environment led him to describe and document as freelance the life and professionalism of women, men and wonderful machines. As equipment he uses Canon. He flew on C-130 AMI, 767 Tanker AMI, C-2 Greyhound USNAVY, C-27 Spartan LTAF, as well as on many other civilian aircraft

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