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il 60° Stormo di Guidonia

Testo di Guglielmo Guglielmi

Foto di Marco Meschino e A.M.

Dopo i primi impieghi dell’arma aerea durante il primo conflitto mondiale tutte le grandi potenze si resero conto del grande vantaggio che un’aviazione ben addestrata e strutturata poteva rappresentare in una guerra e cominciarono ad organizzare le prime strutture addestrative.

Nel 1916 l’Arma Aeronautica costruì nel comune di Montecelio in frazione La Prata il primo nucleo di quello che sarebbe diventato oggi uno dei Reparti dell’Aeronautica Militare piu conosciuti dal grande pubblico. Il campo di aviazione per piloti militari fu intitolato al Ten. Col. Pilota Alfredo Barbieri, scomparso il 18 febbraio dello stesso 1916 in una missione di bombardamento su  Lubiana.

Dopo il primo conflitto mondiale sul campo di Montecelio fu dislocata la Direzione Sperimentale di Aviazione ma è solo nel 1923, dopo un periodo di scarso utilizzo, che il campo di aviazione Alfredo Barbieri rinasce a  nuova vita, grazie anche al sempre minore utilizzo dell’aeroporto di Centocelle a causa della vicinanza con la citta’ di Roma.

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Nel  1923 al Generale  Alessandro Guidoni fu dato incarico di costituire il Corpo Tecnico dell’Aeronautica e a tale scopo, individuata la sede di Montecelio come base operativa, furono ivi accentrati i laboratori del Genio Aeronautico. Il 27 aprile del 1928 Guidoni morì durante la sperimentazione di un nuovo tipo di paracadute; come riconoscimento del grande valore e della dedizione dimostrata venne insignito della prima Medaglia d’Oro al Valore Aeronautico della Storia. L’aeroporto e la successiva cittadina che attorno a tale aeroporto sarebbe nata, devono il loro nome al Generale Guidoni ( la citta di Guidonia nasce solo nel  1937 con Regio Decreto includendo i territori comunali dei comuni di Montecelio, Tivoli, S.Angelo Romano e del Governorato di Roma occupando una superficie di oltre tre volte piu’ grande dell’originaria).

A Guidoni subentrò lo scienziato e fondatore dell’Istituto Centrale Aeronautico Gaetano Arturo Crocco il quale continuo’ l’ampliamento della base portando altri laboratori. Dovendo prevedere una sistemazione per il personale impegnato in tali strutture furono costruiti ben presto numerosi alloggi, un ufficio postale interno alla base, una palazzina scuola, ecc trasformando cosi Guidonia in una vera citta’ dell’aria. Le costruzioni aeronautiche furono riorganizzate sotto la  DSSE (Direzione Superiore Studi ed Esperienze).

Abbiamo avuto l’occasione di visitare il 60° Stormo, basato proprio sull’aeroporto di Guidonia.

Appena arrivati la prima cosa che colpisce è proprio la location; a differenza della maggiorparte delle altre basi italiane qui l’ingresso è una vera opera d’arte. Da qualche anno è infatti stato restaurato l’ingresso monumentale che con la sua imponenza fa subito intuire che questa è una base molto particolare.

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Accompagnati dall’ufficiale PI che ci fara’ da guida per questa giornata, prima di arrivare al Gruppo Volo, facciamo un giro della base. Anche se da restaurare completamente, sono ancora presenti all’interno dell’ aeroporto le strutture dei laboratori che hanno reso Guidonia così importante dalla sua fondazione. Imponente per dimensioni la galleria idrodinamica di 500 mt.( ampliabile fino a 1500mt), che è stata per lungo tempo una delle piu’ grandi del mondo e le sei gallerie del vento. Anche queste erano un’eccellenza all’epoca e tra queste due in particolare: una, ipersonica,  che permetteva di raggiungere la velocita’ di 2.500km/h e un’altra, a struttura verticale, per lo studio della caduta in vite.

A Guidonia,  ci sono due piste, una in erba con orientamento 04/22 di 1200×60 mt  e un’altra in asfalto con orientamento 18/36 di 1468×80 mt. Quest’ultima è in discesa ed era utilizzata per far decollare aerei a pieno carico di carburante. Da Guidonia sono partiti molti voli che hanno stabilito record mondiali.

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Ma le particolarita’ di Guidonia non finiscono quì. Anche il 60° Stormo, che su Guidonia ha la propria sede, è un Reparto unico nel suo genere: è l’unico Reparto dell’Aeronautica Militare a volare con gli alianti ed è l’unico Reparto dove possiamo trovare a volare nello stesso giorno alunni di scuola superiore e ufficiali pluridecorati. E per finire, è l’unica base dove sono operativi alianti, aerei ad elica e jet e in alcuni periodi anche elicotteri con un TH 500B.

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Il 60° Stormo nasce il 15 febbraio 2015 dall’ unione del Comando Aeroporto e il Centro Volo a Vela e dipende dal Comando Scuole dell’Aeronautica Militare di Bari. E’ composto dal Gruppo Volo a Vela (squadriglie 422 e 423), il 460° Gruppo STO (Servizi Tecnici Operativi), il 560° Gruppo SLO (Servizi Logistici Operativi), la Segreteria Comando e il Gruppo Difesa.

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I compiti dello Stormo sono molteplici:

  • Supporto all’attivita’ di volo del Comando Scuole A.M. e in particolare i corsi per i frequentatori dell’Accademia Aeronautica per il conseguimento dell’abilitazione aliante.
  • Supporto  di volo semestrale (AVM) per il personale navigante in forza agli Enti Centrali
  • Supporto alla Scuola di Aerocooperazione per il programma FAC- Forward Air Controller
  • Corsi di Cultura Aeronautica

I velivoli

Per poter portare a termine un così vario spettro di missioni, il 60° Stormo utilizza vari velivoli. Per l’attivita’ di volo a vela sono utilizzati 8 alianti Grob G 103 Twin Astir (biposto scuola), 1 Schempp Hirth Nimbus  4D, 1  Schempp Hirth Nimbus  4M (motorizzato) e 2 monoposto LAk-17 (per competizioni sportive classe 15/18 metri).

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Per il traino degli alianti e per altre attivita’ tra cui i corsi di cultura aeronautica sono utilizzati invece i SIAI S 208M rimasti in circa una quindicina di esemplari. Anche in questo caso siamo in presenza di una particolarita’ : con il 60° Stormo vola il piu’ anziano velivolo dell’Aeronautica Militare e piu’ precisamente il SIAI S 208M (uno dei 4 SIAI S205 trasformati poi in 208) con matricola militare MM 61935.

Anche i jet fanno parte dell’equipaggiamento del Reparto in quanto per svolgere l’attivita’ di volo semestrale sono utilizzati due Aermacchi T 339 nelle versioni A eCD a seconda delle disponibilita’, girati da Lecce. Per alcuni periodi è presente anche un TH-500B.

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Inoltre da circa un anno è presente a Guidonia l’unico Pilatus PC 6 B2/H2 dell’Aeronautica Militare.

L’aereo, con numero di costruzione c/n 764,  è stato acquisito nel marzo 2016 in leasing per un anno rinnovabile a due dalla RUAG Schweiz AG di Lodrino,  tramite la NSPA (NATO Support and Procurement Agency ente che riunisce in un’unica organizzazione le attivita’ di supporto alla logistica e le attivita’ di approvvigionamento della NATO). Girato successivamente all’Aeronautica Militare Italiana, sara’ utilizzato per le esigenze della Forza Armata e in particolare per il lancio di paracadutist; sarà così possibile addestrare gli Incursori di Furbara  a costi  molto più contenuti, evitando l’utilizzo dei più costosi C 130J e C 27J.

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Il Pilatus, pur essendo considerato velivolo di Stato, mantiene l’immatricolazione civile HB-FJZ per cui i piloti che stanno conseguendo l’abilitazione alla macchina ottengono anche  il brevetto civile. Ha volato dall’ottobre 1976 al gennaio del 2012 come 3G-EC nella FIR 1 / 4 Staffel  della  Luftstreitkrafte (l’aviazione militare austriaca ) ed  è stato completamente ricondizionato dalla ditta svizzera  RUAG Aviation prima della consegna all’Aeronautica Militare Italiana. La stessa RUAG Aviation si occupera’anche della manutenzione del velivolo, mentre alla nostra Aeronautica  spettera’ la manutenzione in linea di volo. Per questo motivo, insieme ai  piloti,  stanno conseguendo l’abilitazione alla macchina anche un certo numero di tecnici.

La manutenzione per gli alianti e il SIAI S 208M è fatta a Guidonia dal Servizio Efficienza Aeromobili,mentre il GEA di  Latina si occupa dei 339 e il GEA a Frosinone del TH-500B.

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Le attivita’ principali del 60° Stormo restano comunque quelli del supporto agli allievi dell’Accademia Aeronautica di Pozzuoli e i Corsi di Cultura Aeronautica.

Nel primo caso gli allievi dopo aver conseguito il Brevetto di Pilota di Aeroplano a Latina arrivano al 60° Stormo alla fine del I anno per effettuare 20 voli al termine dei quali ottengono l’abilitazione. Alla fine del II anno di Accademia Aeronautica tornano per il mantenimento delle ore necessarie a mantenere tale abilitazione. Il corso su aliante, essendo il tipo di volo molto impegnativo, puo’ essere molto importante per la scelta della futura linea di assegnazione dell’allievo.Da qualche anno tre voli vengono effettuati utilizzando per il decollo il verricello e non il traino con aereo.

Lo Stormo utilizza il sistema Sky Launch Evo. Questo sistema permette, pur con alcune limitazioni di poter ottenere enormi risparmi. Inoltre è un sistema estremamente flessibile tanto che alcune volte è stato rischierato con un paio di alianti sulla base di Grazzanise, distante dall’Accademia Aeronautica pochi chilometri.

img_1741Per quanto riguarda invece i corsi di Cultura Aeronautica, questi sono rivolti ai ragazzi delle scuole medie superiori tra i 16 e i 20 anni e sono molto importanti per la Forza Armata anche per un ritorno di immagine. Di anno in anno, a seconda delle disponibilita’ e in accordo con i provveditorati vengono stabilite le sedi, cercando di distribuire equamente i corsi tra nord , centro e sud Italia. Il corso dura un paio di settimane  e prevede una parte teorica ed una pratica in volo con i SIAI S 208. Alla fine viene stilata una graduatoria in base ai punteggi ottenuti e viene rilasciato un attestato di frequenza valido per successivi concorsi nella Forza Armata. I primi tre classificati vincono anche un soggiorno di dieci giorni a Guidonia dove possono vivere fianco a fianco con i piloti dello Stormo e con gli Accademisti.

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dsc_1671b I piloti dello Stormo sono tutti istruttori con grande esperienza di volo e provengono da tutte le linee di volo. Non è raro incontrare piloti abilitati a tutte le macchine presenti a Guidonia.

Tra l’altro sono dotati di eccezionali doti comunicative e questo è molto importante vista la platea molto varia con la quale interagiscono.

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Durante l’anno, oltre agli innumerevoli impegni, il 60° Stormo organizza anche dei Cross Country all’estero, che effettuati con un paio di SIAI S 208M permettono agli istruttori di poter effettuare delle missioni piu’ complesse al di fuori dei confini nazionali.

La visita al 60° Stormo è stata veramente un’esperienza entusiasmante. Abbiamo trovato professionalita’ e accoglienza davvero fuori del comune, il tutto immerso in una location che dovunque ci si giri, non fa altro che ricordare una parte importantissima della storia della nostra Aeronautica Militare.

Il nostro augurio è che si possano un giorno recuperare appieno le strutture storiche presenti sul sedime aeroportuale e che tali strutture possano essere a disposizione della collettivita’ anche in onore di tutte le persone con le loro ricerche da Guidonia hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’aviazione.

Gli  autori desiderano ringraziare per la collaborazione e l’ospitalita’ il  comandante del 60° Stormo Col. Salvatore Trincone, l’ufficiale PI Cap. Marco Bagnato, l’Ufficio Stampa A.M. e tutto il personale del 60° Stormo.

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